La movida delle griffe che rianima Milano

Il Quadrilatero si schiude e apre, per una sera, le sue 370 boutique a tutti i milanesi. Armani, Zegna, Etro, Molinari, Versace sulla soglia delle loro maison accolgono i clienti. Corso Venezia, via Manzoni, via Spiga, via Montenapoleone si trasformano, come per magia, in negozi «comuni» dove chiunque può entrare, toccare, provare e sognare per una notte. È la Vogue Fashion’s Night Out.
Il centro di Milano srotola il red carpet per i suoi cittadini, che fino al giorno prima sognavano di essere la Canalis o il Clooney della situazione. Ora sono loro sotto i riflettori, in migliaia hanno scelto per ore il capo migliore dall’armadio, macinato chilometri dondolando sul tacco dodici appena estratto dalla scatola e adesso sorseggiano cocktail fianco a fianco con la regina della moda, Franca Sozzani - dopo aver fatto la coda per poterle stringere la mano - felici di sentirsi così chic. Per una volta sono i protagonisti della serata, passano dal trucco - «finalmente posso capire se mi sta meglio l’ombretto marrone o azzurro» - beauty editor, make up artists, e coiffeur a disposizione -, comprare la crema che cancellerà ogni segno di stanchezza dal volto tirato da 12 ore di lavoro, e dal «parrucco». Una spruzzata dell’essenza più glamour della stagione... e via a farsi firmare la T-shirt Vogue da Raoul Bova e dalla Pellegrini, così trendy. O, perché no dal sindaco Moratti, la signora che ha consegnato le chiavi della sua città al mondo del fashion system: «Che begli occhi che ha» le dicono galanti. Miracolo a Milano, che si trasforma in una passerella popolare, ma non sciatta. Festosa ma con stile. I milanesi hanno capito lo spirito della Notte bianca della moda, nessun assalto agli stilisti, nessuna volgarità, nessun problema di ordine pubblico. C’erano tutti per incontrarsi e dialogare, assaggiare reciprocamente un pezzetto di quel mondo che sta dall’altra parte della barricata, o meglio della passerella.
Scocca la mezzanotte, la carrozza torna zucca. Cerentola rimane ancora un minuto ad ammirare quella pochette dietro la vetrina tirata a lucido, che ancora non può permettersi...

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