Il centrodestra vuole una risposta politica dal centrosinistra sui fatti del 25 aprile. Domani in Consiglio regionale la mozione che chiede solidarietà alla Brigata ebraica, espulsa dal corteo, alla Comunità ebraica e ai giovani di Fi, anche loro contestati. Il documento condanna tutti gli episodi di antisemitismo, ma anche la violenza verso "chi esponeva bandiere ebraiche, ucraine o dell'Iran libero". In particolare, si fa riferimento al valore della presenza della Brigata ebraica che "richiama il contributo di volontari ebrei che combatterono per la libertà", motivo per cui "non può essere considerata estranea alla memoria del 25 aprile". Un testo "molto equilibrato che non è contro nessuno - spiega il capogruppo di Fi Fabrizio Figini -, ma che dice una cosa fondamentale: non si può vietare a qualcuno di manifestare, perché la festa è di tutti".
Il gruppo del Pd si riunirà oggi per capire cosa fare, anche se la mozione del centrodestra viene ritenuta incompleta e parziale perché i fatti di violenza politica sono più ampi, a partire da quanto successo a Roma con gli spari con una pistola ad aria compressa su due militanti Anpi. Non è escluso quindi che per evitare di andare sparsi al voto, i dem possano presentare una mozione alternativa che comprenda anche la critica all'utilizzo in corteo di foto o simboli ritenuti provocatori. "Personalmente - dice il capogruppo Pd Pierfrancesco Majorino - ritengo la mozione della destra in gran parte strumentale". Anche i 5Stelle faranno un passaggio interno, ma il capogruppo Nicola Di Marco ricorda che "abbiamo immediatamente chiarito che le azioni del governo di Israele non possono essere la ragione per impedire ad alcun cittadino di partecipare alla manifestazione". La mozione, però, "sembra l'ennesimo tentativo di strumentalizzare: si ergono a moralizzatori quando sono i primi a non riconoscere ancora il 25 aprile". Per Onorio Rosati di Avs "la mozione è assolutamente irricevibile e voterò contro". Intanto perché "c'è l'accostamento tra antisemitismo e l'essere contro il governo di Israele e il genocidio in Palestina - osserva - Le cose sono differenti, tanto che a Milano hanno sfilato associazioni ebraiche per la pace e contro il fascismo e nessuno le ha contestate, anzi". Rosati fa notare ancora che "si parla di violenza, ma non si fa cenno a quello che è successo a Roma" e comunque "al corteo si partecipa se si condividono i valori: se vieni con le bandiere di uno Stato che aggredisce e fa un genocidio in Palestina, allora quelle bandiere sono incompatibili". Il capogruppo di FdI Christian Garavaglia puntualizza che obiettivo non è attaccare l'Anpi, ma "condannare gli estremismi che hanno una matrice nei gruppi di sinistra: come mai non riescono ad emarginare certi comportamenti?". Il consigliere di FdI Matteo Forte aggiunge che il 25 aprile a insultare era "gente comune" e anche sui social "colpisce che tanti commenti astiosi siano di professionisti e persone per bene: mi sembra che la vicenda israelo-palestinese sia una valvola di sfogo per tensioni sociali e per una rabbia antisemita". "Se c'è ancora chi pensa che il 25 aprile appartenga solo a una parte - afferma la consigliera Silvia Scurati -, allora abbia l'onestà intellettuale di dirlo, senza nascondersi dietro alle virgole del documento".
Mentre Manfredi Palmeri di Lombardia Migliore sottolinea che "sin dall'inizio del corteo e anche dopo la loro espulsione, c'era chi inseguiva i vessilli con la stella di David. Questo - conclude - è antisemitismo in purezza. Una ghettizzazione del genere non deve più accadere. Quindi come si fa a non votare la solidarietà alla Brigata?".