Sulle prime, ascoltando la commedia in entrata dalletere, nessuno abbia timori. Lamericano Orson Welles o un tipo come lui non centrano. Ricordate la storia? Negli anni 40 lo sceneggiatore-regista propose lo show radiofonico «La guerra dei mondi», facendo credere alla popolazione di essere sotto lattacco degli alieni. Fu il panico e ci furono persino dei suicidi. No, niente paura: questa volta gli Ufo non centrano e il protagonista è il suono. Una «trasmissione» musicata dal compositore milanese Michele Tadini, sceneggiata dallo scrittore Tiziano Scarpa e interpretata a più voci dallattore Claudio Bisio: titolata «La musica nascosta», ha vinto la categoria «composed work» del Prix Italia, annuale premio internazionale in vita dal 1948; il Belpaese questo riconoscimento, che in passato è stato conferito a personaggi come Bruno Maderna, Luciano Berio e Luca Francesconi, non lo riceveva da ben sette anni. La commedia del trionfo verrà messa in onda oggi alle 22.30 su Radio-Raitre (35 minuti): il protagonista della storia lancia un concorso in cui gli ascoltatori devono indovinare lelemento nascosto allinterno di un brano...A sorpresa si inserisce un demone che trasforma la diretta in vero e proprio thriller.
«Si tratta di una radio opera o radio film a tre livelli di lettura: uno comico, laltro è una riflessione sul fare musica nel nostro secolo e il terzo un rebus dedicato ai musicisti - spiega Michele Tadini, che è anche coordinatore dellistituto di ricerche (Irmus) dellAccademia internazionale della musica -. Lidea è stata quella di partire da un concetto realistico di diretta e poi via via far finire tutto sulla partitura, dalle notte alle voci passando per ritmi e rumori». Diversi dunque gli ingredienti usati dal musicista, di base eseguiti da vibrafono, marimba e pianoforte, «il tutto poi condito da molta elettronica...». E il risultato è tuttaltro che sullo sfondo. «La composizione è in primo piano e ha pari dignità - spiega Scarpa, nel 97 già vincitore del Prix Italia con «Pop corn» -. Diventa un elemento da ascoltare tanto quanto la parola».
Girando pagina per chiudere: cè forse un ritorno di fiamma per la radio? «Non so, posso dire però che ai tempi di Arbore e di Alto Gradimento cera più libertà e creatività; oggi vedo dei gran bravi imitatori...».
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