La solita nota stonata della sinistra: perché il Concertone è stato un fallimento

Cantanti sconosciuti, poca sinistra e quella presente di scarso appeal: l'edizione del 2023 del Concertone segna la fine della sinistra sindacale

La solita nota stonata della sinistra: perché il Concertone è stato un fallimento
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Mai come quest'anno, la "piazza rossa" dei sindacati del Primo maggio è stata deludente. Ormai, il Concertone sembra essere diventato la sbiadita ombra di se stesso, senza più appeal e senza più quella forte base ideologica che ha caratterizzato la sua nascita più di trent'anni fa. Cosa è successo in questo arco di tempo?

La risposta è anche semplice da dare, perché basta dare uno sguardo alla situazione politica per rendersi conto che, semplicemente, in poco più di tre decenni si è sciolta quella sinistra identitaria delle lotta operaia e in favore dei lavoratori, trasformata in una sinistra da salotto coi mocassini all'ultima moda, che di certo non sale sul palco di piazza San Giovanni a Roma ma preferisce un aperitivo al Pigneto.

A perdere il mordente caratterizzante l'ideale fondante del Concertone sono stati anche i cantanti. Sono finiti i tempi in cui si conoscevano o, almeno, si riconoscevano i tizi che salivano sul palco per intrattenere il pubblico. Bastava scorrere i social il pomeriggio, ma anche la sera, del Primo maggio per leggere commenti del tipo: "Ma questo chi è?", "Questa gente da dove è uscita fuori?". Al netto di una manciata di artisti, che comunque sono ben lontani dai grandi nomi di un tempo ed erano lì più che altro per promozione, il resto dei cantanti era pressoché sconosciuto al grande pubblico, noto solo tra nicchie di giovanissimi e sicuramente non legato al mondo della sinistra.

I sindacati hanno finito i soldi? Improbabile, perché solitamente gli artisti si esibivano gratuitamente a questo concerto. È più probabile che gli artisti si siano allontanati dalle idee politiche e i motivi possono essere diversi: scarso interesse, non convenienza ad esporsi, politica di sinistra con scarso appeal. Quale che sia la ragione, la certezza è che non ci sono più i nomi di grido sul palco di piazza San Giovanni e questo rende il Concertone pressoché inutile.

E a poco è servita l'invettiva del fisico Carlo Rovelli contro Guido Crosetto in nome di una pace ideologica in Ucraina. È stato un semplice sussulto, per altro debole e sgrammaticato, ritenuto fuori luogo perfino dalla conduttrice.

In quella piazza si è assistito plasticamente al declino della sinistra italiana dei sindacati, che ha perso allure e seguito. La stessa Elly Schlein, che si è fatta eleggere per portare il Pd verso quella parte, nei fatti dimostra che conta più l'armocromia con consulenze a 300 euro che l'armonia dei lavoratori.

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