Tra gli ospiti più attesi della nuova stagione di “Belve”, il programma condotto da Francesca Fagnani, c’è Sal Da Vinci, protagonista dopo il trionfo al Festival di Sanremo 2026. In studio, il cantante si lascia andare a un racconto senza filtri, tra ironia, momenti più intimi e qualche frecciata ben assestata. Al centro del confronto c’è soprattutto la polemica che ha infiammato il dibattito dopo il successo sanremese, quella con il giornalista Aldo Cazzullo.
La stoccata del cantante al giornalista
Fagnani entra subito nel vivo, ricordando al cantante come il trionfo sanremese abbia scatenato discussioni anche tra firme autorevoli. La risposta di Sal Da Vinci è netta: “Eh, troppo!”. Poi arriva il passaggio più delicato, quello legato alle parole di Aldo Cazzullo, che aveva definito il brano del cantante come qualcosa che “potrebbe essere la colonna sonora di un matrimonio della camorra”. Una frase che ha fatto discutere e che Da Vinci sceglie di affrontare con lucidità e sarcasmo: “Ma perché, esiste un repertorio delle canzoni della camorra?” Una replica che smonta la provocazione senza alzare i toni. Il cantante, infatti, rivendica anche la scelta di non alimentare la polemica: “Non ho voluto replicare e ho chiesto anche ai miei fan di non farlo”.
“Offendere me significa offendere chi mi ha votato”
Il confronto si fa ancora più diretto quando Fagnani cita un altro passaggio critico, secondo Cazzullo, canzoni come quella di Da Vinci in passato “avevano il buongusto di arrivare seconde o quinte”, come nel caso de Toto Cutugno con “L’Italiano”. Qui la risposta si fa più dura: “È come dare dell’imbecille a chi mi ha votato”. Una frase che sposta il discorso dal giudizio artistico al rispetto del pubblico, evidenziando quanto il cantante percepisca quelle critiche come un attacco non solo personale, ma collettivo.
“Secondo me Cazzullo la canta sotto la doccia”
Nonostante la tensione, l’intervista non perde mai il tono leggero tipico di “Belve”. Alla provocazione di Fagnani, “Ma Cazzullo canticchia la sua canzone sotto la doccia?”, Sal Da Vinci risponde con una battuta: Ma secondo me sì!”. Un momento che stempera tutto e restituisce l’immagine di un artista capace di difendersi senza prendersi troppo sul serio.
Tra battute e allusioni
L’intervista si sposta poi su un piano più personale. Fagnani punge sul rapporto duraturo con la moglie, iniziato quando lui aveva appena 15 anni, chiedendo provocatoriamente se nella vita ci sia mai stata la tentazione di “un tuffo dove il mare è più blu”. La risposta è divertita: “Lei non mi ha mai detto niente e quindi neanche io le ho detto nulla”, dice sorridendo. Un gioco di allusioni che conferma il clima confidenziale dell’intervista.
Tra passato difficile e ricordi familiari
Non manca uno sguardo più profondo: Sal Da Vinci parla della sua adolescenza complicata e del rapporto con il padre, scomparso mentre lui era in tour. Un racconto che aggiunge spessore umano all’artista, lontano dalle polemiche e più vicino alla sua storia personale.
Il racconto surreale
A chiudere, un aneddoto curioso e divertente, un soggiorno in
albergo a Trani in cui il cantante era convinto di avere un ospite invisibile in camera. Un episodio raccontato con leggerezza, che contribuisce a dipingere un ritratto completo: ironico, autoironico e profondamente umano.