Uno dei compiti della radio, specialmente di quella del servizio pubblico, è di raccontare la realtà dentro la realtà, ossia quegli aspetti che sono spesso decisivi nella vita quotidiana di tutti senza che ce ne accorgiamo. Eta Beta di Massimo Cerofolini (Radio 1 al sabato dalle 10.30 alle 11, con pillole dal lunedì al venerdì dalle 11.45 alle 12) realizza esattamente la missione di esplorare i riflessi di uso comune delle innovazioni tecnologiche. Lo fa con stile asciutto e molto competente, intervistando in diretta esperti della rivoluzione digitale e analizzando come le start up, ad esempio, cambino le nostre abitudini nella pubblica amministrazione, nella scuola, nel turismo, nella sanità, nell'informazione e persino nella cultura. Un ventaglio informativo che si allarga dalla cyber sicurezza ai social network, dalla geopolitica al cloud. L'ascolto di Eta Beta ha quasi sempre come risultato la meraviglia dell'ascoltatore perché illumina aspetti che non sempre si notano, o che addirittura sono quasi impossibili da notare, ma che sono decisivi nella vita di ognuno di noi.
Cerofolini coinvolge anche l'intelligenza artificiale, grazie a uno dei vari algoritmi generativi, per chiederle il punto di vista sugli argomenti più attuali. Insomma, Eta Beta dura mezz'ora scarsa ma spiega un tempo molto più lungo e, soprattutto, più largo.