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Musica

Il "radiocast" di Guido Bagatta

La formula funziona non soltanto per i due padroni di casa, perfettamente omogenei e funzionali l'un l'altro. Funziona anche per il curioso inserimento in scaletta dell'Intelligenza Artificiale

Il "radiocast" di Guido Bagatta

C'è un bel clima rilassato nel podcast di Guido Bagatta che si intitola Guido dalle Sette ed è in realtà il primo Radiocast made in Italy. Bel clima. Bella location. Bel confronto con la seconda voce, che è quella di Dionigi Andreano. È arrivato alla quinta stagione e spazia liberamente tra gli argomenti dell'attualità seguendo il flusso narrativo di uno dei «parlatori» più contagiosi in circolazione, ossia Bagatta, volto e voce di migliaia di telecronache sportive, spumeggiante, volontario responsabile della passione di tanti spettatori per gli sport americani. In questo podcast, anzi radiocast, affronta temi d'attualità o di curiosità (che è meglio) e spazia dagli Elfi a Cleopatra alla felicità. Insomma, è un format che funziona e non a caso, da lunedì a venerdì, ogni episodio è disponibile dalle 19 ossia nel cosiddetto «drive time», l'orario che di solito di trascorre in auto tornando a casa dal lavoro. La formula dunque funziona. E funziona non soltanto per i due padroni di casa, perfettamente omogenei e funzionali l'un l'altro. Funziona anche per il curioso inserimento in scaletta dell'Intelligenza Artificiale, che ha addirittura funzioni editoriali e di regia, suggerendo pure nuovi approfondimenti. E funziona anche per la musica, mai scontata. Per farla breve Guido dalle sette è godibile, mai invasivo, qualche volta paga un eccesso di autoreferenzialità ma è un bel sentire per ogni pubblico, anche il più giovane.

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