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La scuola genovese, Paolo Villaggio, le mogli e il rapimento. Così De Andrè ha cambiato la musica italiana

L'11 gennaio 1999 moriva il cantautore genovese Fabrizio De Andrè, stroncato da un carcinoma al fegato scoperto un anno prima della morte

L'11 gennaio 1999 moriva il cantautore genovese Fabrizio De Andrè, stroncato da un carcinoma al fegato scoperto un anno prima della morte. La scuola genovese, Paolo Villaggio, le mogli e il rapimento. Così De Andrè ha cambiato la musica italiana
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Ventisette anni fa se ne andava Fabrizio De Andrè, il cantautore che insieme a Bruno Lauzi, Gino Paoli e Luigi Tenco fu considerato uno degli esponenti di spicco della "scuola genovese", che fu in grado di rinnovare profondamente la musica leggera del nostro paese. Dalla primissima canzone "La ballata del Miché", incisa nell'estate del 1960, fino a "Creuza de ma", passando per brani come "La ballata dell'eroe", "La guerra di Piero" e "La canzone di Marinella", Fabrizio De Andrè ha segnato la storia della musica italiana, raccontando storie di emarginazione e ribellione dal grande valore poetico.

L'amicizia con Paolo Villaggio

Speciale e unica fu l'amicizia con Paolo Villaggio, conosciuto nel 1948, quando entrambi erano ancora sconosciuti al grande pubblico. Con l'attore comico Faber instaurò un profondo legame quasi di fratellanza: "Io ero un ragazzino incazzato che parlava sporco; gli piacevo perché ero tormentato, inquieto e lui lo era altrettanto, solo che era più controllato, forse perché era più grande di me e allora subito si investì della parte del fratello maggiore". Fu Villaggio a dargli il soprannome Faber e sempre con l'attore De Andrè visse una gioventù sregolata. "Io e Fabrizio eravamo, direi senza saperlo, due veri creativi e lo abbiamo poi dimostrato nella vita. Facevamo una vita dissennata, i nostri genitori erano terrificanti da questo tipo di vita, non si faceva niente e si dormiva fino al pomeriggio", raccontò Villaggio.

Le due moglie e i figli

La carriera artistica e la vita privata di Fabrizio De Andrè si sono intrecciate spesso. Nel 1961, quando il cantautore iniziava a muovere i primi passi nel mondo della musica, conobbe Enrica Rignon, la sua prima moglie, dalla quale ebbe il suo primo figlio, Cristiano. Le nozze "riparatrici" celebrate a Quarto nel 1962, però, non durarono molto e intorno alla metà degli anni '70 De Andrè divorziò. Ben più importante fu la storia di Faber con Dori Ghezzi, conosciuta nel 1974 grazie alla complicità dell'amico comune Cristiano Malgioglio, dalla quale ebbe la seconda figlia Luisa Vittoria "Luvi" nata nel 1977. De Andrè e Ghezzi si sposarono nel 1989 e oltre alla musica e all'amore condivisero anche il tragico evento del rapimento, avvenuto in Sardegna nel 1979.

Il rapimento nel 1979

Il 27 agosto 1979 Fabrizio De André e la compagna Dori Ghezzi vennero sequestrati in Sardegna. Da tre anni la coppia si era trasferita da Genova alla Gallura, in una tenuta a Tempio Pausania. Faber e la compagna rimasero prigionieri dell'Anonima Sarda per quattro mesi, durante i quali furono sottoposti a trattamenti degradanti, incatenati a un albero, incappucciati e rinchiusi. Nonostante ciò De André raccontò che "i rapitori erano gentilissimi, quasi materni. Sia io sia Dori avevamo un angelo custode a testa che ci curava, ci raccontava le barzellette. Ricordo che uno di loro una sera aveva bevuto un po' di grappa di troppo e si lasciò andare fino a dirci che non godeva certo della nostra situazione. Anzi, arrivò a sostenere che gli dispiaceva soprattutto per Dori".

Il 20 dicembre 1979, dopo 117 giorni di sequestro e serrate trattative economiche con la famiglia De Andrè, Faber e Dori Ghezzi vennero liberati dietro il pagamento di un riscatto di 650 milioni di lire. I dodici rapitori furono poi arrestati e condannati nel novembre 1985 e dall'esperienza del rapimento De André scrisse il brano "Hotel Supramonte".

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