La Nannini più saggia sogna il rock alla Scala

Dopo il successo all’Arena di Verona, la cantante ironizza: "Ora sono una ragazza per bene, voglio sposarmi". Il suo cd "GiannaDream" è uno dei best seller dell’anno: 140mila copie. Raddoppiati i concerti a Roma e Milano

La Nannini più saggia sogna il rock alla Scala

Milano - Eccola qua, si vede: benvenuta alla nuova Gianna Nannini. C’è una frase nell’intervista di oggi su Tv Sorrisi Canzoni che la fotografa benissimo: «Vorrei fare una settimana alla Scala, spero che mi invitino. Il rock è la musica di oggi ma ancora non l’hanno capito e ci danno i palasport». Maturità e voglia di crescere. Rock e saggezza. «A 53 anni un tour si affronta molto meglio. Quando avevo vent’anni si andava sul palco tutti ubriachi e ci si divertiva solo noi».

L’altra sera Gianna Nannini ha riempito l’Arena di Verona, già questo un bel passo avanti per qualsiasi artista. In più, davanti a Claudio Baglioni e Dori Ghezzi e altri dodicimila spettatori, ha esibito con la London Studio Orchestra diretta da Wil Malone un rock sinfonico come ce ne sono pochi in circolazione. Risultato: il pubblico era già in piedi alla prima canzone e, cosa strana all’Arena, si è spinto fin sotto al palco. Di più: ha cantato in coro, e ci mancherebbe, i superclassici come Bello e impossibile, Fotoromanza e pure Sei nell’anima.

Ma lo ha fatto anche per i brani del nuovo GiannaDream, che ha venduto 140mila copie e grazie anche a Maledetto ciao (che ha aperto lo show) è diventato uno dei best seller dell’anno. Intanto lei, che è inarrestabile, si scapicollava sul palco, saltando, giocherellando, arrivando persino a rotolarsi per terra mentre si allacciava uno stivaletto. Insomma, rocker. Ma rocker con una voce sempre migliore. È diventata più pastosa, più flessibile, capace di scendere in profondità più di quanto facesse prima. Sarà anche merito delle sedute di Pilates, che le hanno fatto recuperare almeno un’ottava.

«Da quando ho iniziato canto meglio», ha confessato a Gioia. Oppure di questa sua pacifica saggezza che ultimamente si è colta in ogni sua apparizione, dal Festival Gaber di luglio fino ai concerti che sono iniziati a Cuneo e in questi giorni la portano un’altra volta in giro per l’Italia (raddoppio di date a Roma il 30 e 31 e Milano il 13 e 14 novembre). E, qui e là, l’evoluzione si coglie anche nelle interviste. A Sorrisi ha detto: «Adesso sono una ragazza per bene». Aggiungendo uno scherzoso: «Anzi, voglio sposarmi». Al di là delle battute, è il segno della nuova attitudine di quella che è la principessa del rock italiano, famosa per le trasgressioni e per quell’insopprimibile voglia di dir sempre quello che pensa. Chiedetelo a Mara Maionchi, il suo talent scout: una volta, al culmine di un litigio, diede un pugno così forte a un tavolo che quasi lo sfondò. Per capire il caratterino di questa rockettara tutta d’un pezzo, basta leggere quanto Gianna Nannini ha ricordato a Gioia: «Ho scelto di vivere a Milano perché a Roma dovevi finire nel letto di qualcuno se volevi avere un’occasione. E, siccome volevo andare a letto con chi piaceva a me e basta, ho scelto Milano». Oppure: «Ho scritto una canzone che parlava di una donna e me la sono portata dietro per trent’anni.

Per tutto questo tempo non hanno mai smesso di farmi domande di sesso e di genere. La gente non ha una mente aperta, fatica a comprendere un pensiero e un linguaggio libero. E ti bolla». Eccola qua, la Nannini. Adesso che è la rockeuse italiana di cui tutti si fidano, è entrata in una nuova fase. A Verona il pubblico era di tante età diverse ma aveva lo stesso entusiasmo, segno che l’obiettivo è stato raggiunto: crescere con i propri fans. La Nannini ha debuttato nel 1974, ha cantato in tutto il mondo toccando successi stellari, fasi di depressione e rinascite clamorose come quella che negli ultimi tre anni l’ha tenuta in classifica quasi ininterrottamente. Ha fuggito i successi facili: ad esempio per sedici anni non ha cantato dal vivo Un’estate italiana, l’inno dei Mondiali di Calcio del 1990 perché «le cose facili le rifiuti».

E si è gettata nell’operazione Pia dei Tolomei, un musical mica semplice da portare avanti, una scommessa insomma. Perciò adesso, quando Sorrisi le domanda se si sposerà «con un lui o una lei», risponde in fretta sicuramente con quel suo impertinente accento senese: «Sono domande del Settecento, la vita privata è privata». Capito?