"Campania ultima per tamponi", opposizioni contro De Luca

Fuoco di fila sul governatore, Caldoro: "Bisogna farne di più e presto". Iannone (Fdi): "Basta proclami", Ciarambino (M5s): "Ritardi rischiano di compromettere pazienti"

“La Campania è ultima per tamponi effettuati”, su De Luca si abbatte il fuoco di fila delle opposizioni che adesso chiedono al presidente della Regione più test e maggiori controlli per contenere la diffusione del coronavirus in tutta la Campania.

L’allarme è stato lanciato dalle dichiarazioni del capo del centrodestra in consiglio regionale, l’ex governatore Stefano Caldoro, che al TgR ha spiegato: “Bisogna fare più tamponi, la Campania è ultima in Italia”. Quindi ha aggiunto: “Esperti e medici ci dicono che sono necessari per prevenire e curare e allora bisogna passare dai circa 500 che si fanno ad almeno 2000 al giorno. Laboratori pubblici e convenzionati, enti di ricerca, possono essere coinvolti come avviene in altre Regioni".

All’invocazione di Caldoro s’è unita, ieri, quella di Fratelli d’Italia. In una nota, il coordinatore regionale del partito vicino a Giorgia Meloni, il senatore Antonio Iannone, ha affermato:“Gli appelli alla sicurezza e alla responsabilità sociale sono importanti ma il governatore De Luca non può limitarsi solo a questi”. Dopo aver ricordato, con le parole del capo della Protezione Civile Angelo Borrelli, che il vero rischio alla diffusione del contagio arriva dagli asintomatici, il cui numero potrebbe essere superiore fino a dieci volte quello dei “conteggi” ufficiali, Iannone ha incalzato De Luca: “Per individuarli sarebbe necessaria una campagna di tamponi a tappeto. Purtroppo questo è il punto debole della Campania, dove in rapporto alla popolazione la nostra regione è quella con il più basso numero. Questo ci espone a grandissimi rischi che legati a un sistema sanitario allo sfascio porterebbero al collasso la Campania”. Per questa ragione, Iannone ha infine chiesto al presidente della Regione Campania: “Di mettere da parte gli spot e di intervenire con una vasta campagna di tamponi, come richiesto dai sindaci campani, aumentando i posti in terapia intensiva e dotando il personale sanitario dei necessari strumenti di sicurezza. Basta proclami, è momento di governare”.

Critiche a De Luca, sul fronte tamponi, sono arrivate anche dal Movimento 5 stelle. In una nota, il capogruppo regionale campano Valeria Ciarambino ha messo a paragone i “numeri” della Campania con quelli del Lazio “dove a parità di abitanti sono stati effettuati 18.371 tamponi numero di oltre tre volte superiore a quello della Campania, ferma ad appena 5.813” e ha denunciato i ritardi che sarebbero stati lamentati dai cittadini per ottenere con tempestività i risultati dei test e che potrebbero pregiudicare le cure per i pazienti affetti da covid-19. Ciarambino ha poi dichiarato:“Da una settimana ho inoltrato al governatore De Luca la proposta di adottare in Campania la stessa procedura di tutte le altre regioni, dove il sistema funziona, si fanno molti più tamponi e i tempi di attesa sono sensibilmente ridotti. Bisogna fare in modo che Dipartimenti di prevenzione delle Asl, ricevuta la segnalazione, piuttosto che fare da passacarte e smistarla a un 118 già sovraccaricato dalle emergenze ordinarie, invii direttamente una sua squadra per effettuare i tamponi”. Quindi ha concluso: “E' necessario inoltre coinvolgere tutti i laboratori pubblici regionali nelle procedure di esame dei tamponi, e se anche questi non dovessero bastare, cominciare a coinvolgere anche i privati. Il sistema attuale non funziona, ce lo dicono i numeri. I nostri cittadini non possono apprendere di essere contagiati quando è già troppo tardi”.

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