Cronaca locale

Carabinieri sfrattati: ecco cosa è successo

Lo sfratto dei carabinieri è legato al mancato accordo tra il proprietario dell’immobile e lo Stato riguardo l’adeguamento del canone di locazione

Foto Google Stret View
Foto Google Stret View

Brutta sorpresa per i carabinieri di Volla, comune del Napoletano. I militari dovranno lasciare la loro sede situata in via Caduti di Nassirya. Non subito. Perché al momento è stata concessa una proroga fino al prossimo 16 dicembre. Ancora qualche settimana di speranza per gli uomini dell’Arma che si augurano il verificarsi di un colpo di scena che eviti loro il trasferimento. Il motivo dello sfratto è da ricercarsi nel mancato accordo tra il proprietario dell’immobile, un privato che chiedeva un adeguamento del canone di locazione, e il ministero.

A raccontare la storia è il Mattino che spiega che l'ordinanza di sfratto, emessa dal Tribunale di Nola già nell'ottobre 2020, era scaduta nel settembre dello scorso anno. Da quel momento non è stata trovata alcuna soluzione. Il contratto, scaduto quasi quattro anni fa, non è stato più rinnovato.

Il proprietario dell'edificio, Gioacchino Simonetti, non solo non ha visto soddisfatta la propria richiesta ma ha subito il taglio del canone di locazione stabilito in contratto a causa della spending review. L’accordo tra le parti non è impossibile ma alquanto difficile. Simonetti vorrebbe passare dagli attuali 70mila a 150mila euro annui. In pratica, il proprietario vorrebbe più del doppio. Una bella cifra.

Anche per questo non si giunti ancora ad un accordo. Ma lo stallo ha fatto partire l'iter burocratico che ha portato allo sfratto della caserma che ospita 15 militari con le rispettive famiglie. Una questione delicata, soprattutto se si tiene conto della gestione della sicurezza in un territorio difficile, segnato dalla criminalità, che inevitabilmente potrebbe subire un contraccolpo.

Della questione si parlava già da tempo. Anche la politica era scesa in campo per trovare una soluzione. C’era stato un impegno del M5s a risolvere il problema. "Il territorio non può perdere la caserma dei carabinieri. La sicurezza è una priorità per i cittadini. Per questo, in ogni sede, faremo in modo che si giunga quanto prima a un accordo tra demanio, privato e Arma dei carabinieri per fare in modo che Volla, al confine con la periferia nord di Napoli, non perdi un presidio fondamentale di legalità", avevano dichiarato lo scorso giugno i parlamentari pentastellati Michele Gubitosa, Sergio Puglia e Teresa Manzo e Sergio Vaccaro (poi passato con Di Maio in Impegno Civico).

Parole rassicuranti smentite poi dai fatti. E così ora Volla potrebbe perdere la caserma. Se non si troverà un accordo si ipotizza che i militari possano essere accorpati al presidio più vicino. Soluzione a quel punto inevitabile. Non si può nascondere che i cittadini rischiano di perdere un presidio fondamentale per la loro sicurezza.

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