Coronavirus, le scuole sono chiuse ma il Comune spegne i termosifoni: dipendenti al freddo

Cisl Fp, Uil Fpl e Csa hanno inviato una nota al vicesindaco Enrico Panini, all'assessore alla Scuola Annamaria Palmieri, e agli uffici competenti, minacciando di rivolgersi all'Ispettorato del lavoro

Secondo le direttive del Governo, a Napoli, come nel resto d’Italia, sono state sospese le attività didattiche nelle scuole per l’allarme Coronavirus, ma il personale amministrativo sta continuando a lavorare. Nella città partenopea questi lavoratori stanno subendo un grave disagio, perché il Comune ha deciso di spegnere anche i termosifoni. Come succede nel periodo delle festività natalizie, per risparmiare, l’ente comunale ha lasciato al freddo alcuni dipendenti, scatenando la protesta delle organizzazioni sindacali.

Cisl Fp, Uil Fpl e Csa hanno inviato una nota al vicesindaco Enrico Panini, all'assessore alla Scuola Annamaria Palmieri, e agli uffici competenti, minacciando di rivolgersi all'Ispettorato del lavoro. La preoccupazione dei sindacati è che questa situazione, inoltre, abbassando le difese immunitarie per il freddo, possa esporre maggiormente i dipendenti al rischio di contagio da Coronavirus. A seguito delle proteste delle scuole, poi, il Comune ha disposto l'accensione dei termosifoni per almeno 3 ore, che non sembrerebbe essere sufficiente, dato che i dipendenti lavorano anche 7 ore al giorno.

Recentemente all’ospedale Loreto Mare di Napoli non sono stati predisposti filtri per i pazienti con sospetto Coronavirus e i sindacati per protesta hanno occupato la direzione sanitaria. Secondo quanto denunciato, il personale medico e paramedico sarebbe esposto al rischio contagio: mancano i kit precauzionali, le mascherine e i tamponi non sono sufficienti. La rivolta è esplosa quando al pronto soccorso è arrivata una donna di Bergamo con la febbre alta. Il panico in ospedale ha raggiunto livelli alti quando alcuni iscritti alle organizzazioni sindacali hanno occupato simbolicamente la direzione del nosocomio.

L’emergenza Coronavirus si fa sentire forte anche in Campania. Nella Regione sono state sospese fino al prossimo 18 marzo tutte le attività ambulatoriali erogate dalle aziende ospedaliere, dalle Aziende sanitarie locali e anche di cliniche accreditate e case di cura accreditate.

Come si legge nell’ordinanza emessa dalla Regione Campania, il provvedimento è stato emanato per "assicurare il contenimento della diffusione del virus Covid-19". Pertanto, "si segnala la necessità di sospendere, a decorrere dalla data odierna, e fino al 18 marzo, tutte le attività ambulatoriali erogate dalle Aziende Ospedaliere di Rilievo Nazionali, dalle Aziende ospedaliere universitarie e dagli Ircss, nonché dai presidi ospedalieri delle Asl, ivi comprese quelle erogate dalle case di cura private accreditate".

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