Docente picchiato a sangue per aver richiamato gli alunni. "Temo che i mandanti siano i genitori"

L’episodio è accaduto a Casavatore, nel Napoletano. L'insegnante ha subito un’aggressione fuori la sua abitazione; a pestarlo cinque persone adulte

Docente picchiato a sangue per aver richiamato gli alunni. "Temo che i mandanti siano i genitori"

L’aggressione è avvenuta fuori casa sua, a sangue freddo, al termine di un raid punitivo organizzato nei minimi dettagli. È dovuto ricorrere alle cure dei medici del pronto soccorso dell’ospedale di Frattamaggiore, Enrico Morabito, docente di Casavatore, piccolo centro in provincia di Napoli, picchiato selvaggiamente, giovedì scorso, da cinque persone adulte di età compresa tra i 40 e i 50 anni. L’insegnante, un supplente della scuola De Curtis, ha denunciato l’accaduto, oltre che alle forze dell’ordine, anche sui social network, con un lungo post pubblicato sul suo profilo Facebook.

“Negli ultimi giorni – ha scritto Morabito – ho svolto una supplenza breve nella scuola media della mia zona. Pensavo di essere stato fortunato. Non è stato così”. Giovedì mattina il docente era in una classe in sostituzione di un collega assente. Come spesso accade ai supplenti, non è stato facile per Morabito gestire gli alunni; molti studenti facevano chiasso disturbando di continuo la lezione. Il docente è stato costretto a richiamarli in maniera energica, non pensando assolutamente a quali potessero essere le conseguenze.

Nel pomeriggio, intorno alle 16, alcune persone hanno citofonato a casa di Morabito, chiedendo al docente di scendere un attimo in strada. Si erano presentati come amici e il supplente, incuriosito, li ha accontentati. I cinque adulti, a volto scoperto, si sono prima sincerati che si trattasse dell’insegnante della De Curtis e poi lo hanno malmenato. “Non mi hanno dato tempo di fare altre domande – ha specificato Morabito – che subito mi hanno aggredito, verbalmente e fisicamente. Sul portone del palazzo ancora si vedono macchie del mio sangue. Ho chiamato i carabinieri e fatto denuncia. È stata allertata un'ambulanza che mi ha portato in ospedale. Per fortuna nulla di estremamente grave. Qualche cura da fare e sette giorni di riposo, solo tanta paura per me e soprattutto per mia madre”.

I carabinieri hanno avviato immediatamente le indagini e sono quasi certi che l’aggressione sia legata all’attività professionale del docente. Anche Morabito ne è convinto, perché l’unica domanda che gli è stata rivolta dagli aggressori riguardava proprio la sua attività di insegnante alla scuola De Curtis. Il supplente ha confidato al Corriere della Sera di temere che possano essere coinvolti i genitori degli studenti. “Sì, forse non direttamente – ha detto – magari incaricando qualcuno di picchiarmi. Stranamente la mattina alcuni dei ragazzi mi avevano minacciato facendomi presente di sapere dove fosse la mia abitazione”.

Morabito ha aggiunto che i suoi aggressori gli avevano intimato di non tornare più a scuola e di non denunciare, ma lui lo ha fatto. “Per quello che ho subito – ha spiegato – e per tutelare i ragazzi dai loro genitori”.

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