File davanti ai supermercati, la spesa ai tempi del Coronavirus

Code all'esterno dei negozi per poter fare la spesa, ticket e attese in fila per accedere ai supermercati. "Non vi preoccupate, approvvigionamento garantito", la rassicurazione dai supermercati

In fila, in attesa anche per oltre 15 minuti che arrivi il proprio turno, per poter fare la spesa. I supermercati più grandi si sono organizzati con ticket o con personale preposto a controllare gli ingressi a scaglioni, nei negozi più piccoli qualcuno ha cambiato la predisposizione dei banconi, spostandoli in modo tale da poter regolare direttamente ogni accesso. Non c’è supermercato che da ieri sera non abbia decine di clienti incolonnati all’esterno con carrelli da riempire. Dall’annuncio del premier Conte di estendere a partire da oggi le misure restrittive delle zone rosse a tutta l’Italia, è iniziata la corsa all’accaparramento dei beni di prima necessità. “Sono gli effetti della paura”, prova a trovare una spiegazione un uomo in coda davanti a un superstore situato in provincia di Napoli.

Qualche supermercato prova a tranquillizzare chi si è fatto travolgere dalla psicosi: “Vogliamo rassicurare la nostra clientela che l'approvvigionamento delle merci nei nostri supermercati è sempre garantito”. Rassicurazioni sono arrivate anche dal Governo: "Non è necessario, e soprattutto è contrario alle motivazioni del decreto legate alla tutela della salute e a una maggiore protezione dalla diffusione del Covid-19, affollarsi e correre ad acquistare generi alimentari o altri beni di prima necessità che potranno in ogni caso essere acquistati nei prossimi giorni. Non c'è alcuna ragione di affrettarsi perché sarà garantito regolarmente l'approvvigionamento alimentare".

E se c’è chi si è fatto condizionare dalla paura andando comunque a svuotare gli scaffali, molti sono anche quelli che aspettano fuori ai negozi per la spesa giornaliera. “Sono qui per fare la spesa normale, però ci atteniamo a quelle che sono le disposizioni – dice un uomo -. Sono venuto a fare la spesa del giorno con tutta serenità, senza acquistare chissà cosa, tanto non sparirà nulla. Magari la farò per due giorni, perché oggettivamente fare la fila per comprare due cose non mi conviene”. All’esterno del supermercato dove si trova, molti hanno le mascherine (introvabili) e, nel rispetto di tutte le misure del caso, tutti restano lontani anche per oltre un metro. “La spesa la devo fare per forza, la spesa giornaliera – dice un papà - Questo è il terzo negozio dove vengo, sono stato prima in una farmacia e un panificio, e ovunque la situazione è la stessa cosa. Se il Governo pensa che c’è un’emergenza nazionale, bisogna andare in quarantena nazionale. Si chiude tutto, ognuno sta a casa sua e si aspetta il periodo di quarantena per cercare di fermarla, penso che sia la scelta migliore”.

Dagli scaffali spariscono soprattutto alimenti come pasta, pelati, olio, sale, prodotti a lunga conservazione e disinfettanti. “Una mezzoretta di attesa ci vuole, perché purtroppo se le persone non escono, non ne possono entrare altre. Mi sembra giusto che la gente prenda coscienza di quello che deve fare”, racconta un’altra persona ferma davanti a un supermercato nel Napoletano. All’esterno dei negozi però non sempre chi aspetta rispetta le distanze di sicurezza, e capita di vedere assembramenti, quelli che si devono evitare per contenere il contagio da Coronavirus.

Segui già la pagina di Napoli de ilGiornale.it?

I commenti saranno accettati:
  • dal lunedì al venerdì dalle ore 10:00 alle ore 20:00
  • sabato, domenica e festivi dalle ore 10:00 alle ore 18:00.
Non sono consentiti commenti che contengano termini violenti, discriminatori o che contravvengano alle elementari regole di netiquette.
Qui le norme di comportamento per esteso.