Napoli, orrore in strada: rider picchiato e rapinato da 6 malviventi

La rapina, ripresa in un video, è avvenuta a Calata Capodichino, zona nord di Napoli. L’uomo ha provato a difendere lo scooter ma è stato massacrato di botte. Avviata una raccolta fondi per ricomprare al rider un motorino

Napoli, orrore in strada: rider picchiato e rapinato da 6 malviventi

Una violenza che lascia senza parole quella accaduta nella serata di sabato tra le strade di Napoli. Un rider di 50 anni è stato circondato, picchiato selvaggiamente e trascinato via dal proprio scooter da una banda composta da 6 rapinatori.

Il gravissimo episodio è accaduto in Calata Capodichino, zona nord del capoluogo partenopeo, ed è stato ripreso da un residente della zona. La svolta sul caso, che ha suscitato un enorme clamore, è stata quasi immediata. Nella notte sono stati fermati i presunti autori della rapina: sono di Secondigliano e Miano e alcuni sono minorenni. Le forze dell'ordine hanno anche recuperato lo scooter.

Le immagini della rapina riprese con un telefono mostrano tutta l'efferatezza dell’azione compiuta dai malviventi con il volto travisato anche dalle mascherine anti-Covid. I banditi, per sottrarre il mezzo con cui l’uomo stava effettuando le consegne, non si sono fatti scrupolo di massacrare la vittima a pugni e a calci, arrivando persino a andargli addosso con gli altri motorini per farlo cadere a terra. Il rider, nonostante fosse da solo contro il branco di belve, non si è arreso ed ha eroicamente provato a difendere se stesso e lo scooter dai rapinatori. Approfittando di un momento di distrazione dei malviventi, che forse temevano il sopraggiungere delle forze dell’ordine, il 50enne ha provato anche ad allontanarsi ma è stato subito bloccato dai criminali.

Alla fine il rider è stato costretto a capitolare. L’uomo è stato scaraventato sull’asfalto mentre uno degli aggressori si è impadronito dello scooter ed è fuggito via. Compiuto il colpo, gli altri cinque malviventi, divisi sugli altri motorini, sono scappati via dileguandosi lungo Calata Capodichino. Le immagini sono crude e raccontano una violenza assurda compiuta da un gruppo di malviventi e il coraggio indomito dell’uomo ma non mostrano quanto accaduto dopo.

Nonostante il grandissimo spavento ed il dolore per le botte ricevute, Gianni (questo il nome del 50enne) ha preso l'auto del titolare ed ha continuato a fare le consegne per guadagnarsi ancora una volta in modo onesto il pane. Il rider ha perso di recente il lavoro e si è dovuto reinventare: utilizzava il motorino della figlia, regalo per i 18 anni della ragazza, per effettuare le consegne.

Il video della rapina è divenuto subito virale in rete. Non solo indignazione per quanto accaduto ma anche gesti concreti. Sul web, infatti, è partita una raccolta fondi sul sito "Gofundme" per ricomprare al rider un motorino. L’iniziativa ha avuto subito successo: in poche ore il denaro raccolto ha superato gli 11mila euro. Tra i donatori anche il calciatore Mohammed Fares che ha elargito 2500 euro.

Gianni ha raccontato a FanPage che la sera della rapina aveva appena fatto una consegna nei pressi di via Janfolla e poi aveva percorso il corso Secondigliano prima di imboccare calata Capodichino. "Mi hanno bloccato dopo il ponte dell'Asse Mediano", ha affermato il 50enne. "Erano tutti ragazzini – ha proseguito-tutti ventenni. Non parlavano, mi dicevano solo di lasciare lo scooter". Gianni ha fatto di tutto per non farsi prendere lo scooter ma alla fine ha dovuto arrendersi. "Ho dolori ovunque, ho preso calci ovunque", ha confessato il rider dicendo di essere pieno di lividi, soprattutto sulle gambe.

"Quando mi hanno intimato di consegnare il motorino, ho provato a resistere urlando ma non ho avuto paura perché ho solo provato a difendere qualcosa di mio, utile alla mia famiglia", ha raccontato in seguito Gianni. Dopo aver visto il video della rapina, il rider ha riflettuto a lungo. "Quanta crudeltà Sono ragazzini ma non dovrebbero agire così", ha poi aggiunto la vittima della brutale rapina. In merito alla raccolta fondi organizzata su internet Gianni è stato chiaro: "Ringrazio tutti per la solidarietà: c'è tanta gente di buon cuore. Ma io vorrei solo un lavoro stabile, pagare le tasse come ho sempre fatto e vivere tranquillamente". Il rider ha ammesso di essersi commosso per l'affetto ricevuto: "Io ringrazio tutti coloro che mi sono vicini. Io non vorrei approfittare della bontà dei napoletani".

"L'aggressione al rider avvenuta a Napoli è una pagina indegna e criminale in un momento così terribile. Evidenzia la precarietà di un lavoro non di rado espletato senza adeguate garanzie; la violenza di una banda di criminali che agisce indisturbata senza che nessuno intervenga; la desertificazione dei territori dovuta ad una pandemia che sta piegando le nostre città", ha denunciato il sindaco di Napoli Luigi De Magistris. Il primo cittadino si è augurato che i responsabili "di questa brutale aggressione siano presto assicurati alla giustizia e che la vittima possa ritornare a lavorare con un nuovo motociclo e con maggiore serenità".

Solidarietà al rider picchiato e derubato dello scooter è stata espressa anche dal ministro per il Lavoro, Nunzia Catalfo, che su Facebook ha scritto che "quella ripresa da alcuni residenti è un'aggressione brutale, su cui mi auguro che le Forze dell'Ordine facciano luce al più presto, assicurando i colpevoli alla Giustizia". Duro anche il commento di Giorgia Meloni che sui social ha scritto: "Immagini agghiaccianti. A Napoli un rider è stato assalito e derubato da un branco di rapinatori. Spero che questi vigliacchi vengano immediatamente identificati e severamente puniti".

Sempre sui social il parlamentare di Italia viva, Gennaro Migliore, ha inviato "un abbraccio al rider aggredito" a Napoli. "Sei contro uno: vigliacchi oltre che delinquenti. Unica nota positiva le migliaia di euro raccolti in poche ore sul web per ricomprare lo scooter: l'Italia solidale è meravigliosa", ha scritto ancora Migliore.