Torre Annunziata: il sindaco Ascione getta la spugna e si dimette

Dopo l'iniziale resistenza, arrivano le dimissioni del sindaco Vincenzo Ascione. Valanga di dimissioni anche da parte dei consiglieri comunali

Il sindaco Vincenzo Ascione
Il sindaco Vincenzo Ascione

Dopo essere rimasto saldo al proprio posto ed aver respinto per ore ogni accusa, alla fine Vincenzo Ascione, sindaco di Torre Annunziata (Napoli), ha deciso di arrendersi e rassegnare le proprie dimissioni. Soltanto il giorno prima aveva assicurato che non se ne sarebbe andato, in quanto "non decide la magistratura le sorti di un'amministrazione locale".

Il caso Torre Annunziata: cosa è successo

Una vera e propria bufera ha travolto Torre Annunziata in seguito all'inchiesta della Dda per associazione mafiosa, corruzione e traffico di influenze. A finire nell'occhio del ciclone non solo il primo cittadino Vincenzo Ascione, ma anche altre undici persone (amministratori, ex amministratori, ex consiglieri regionali e imprenditori). Dallo scorso mese di ottobre, il Comune è infatti commissariato dalle autorità, che intendono verificare l'eventuale presenza di infiltrazioni camorristiche all'interno della stessa amministrazione.

Soltanto la settimana scorsa, giovedì 10 febbraio, gli agenti della Direzione investigativa antimafia hanno effettuato un blitz all'interno del Comune al fine di effettuare dei controlli in merito ad una presunta firma falsa su una delibera comunale. Nel corso delle operazioni, al sindaco Vincenzo Ascione sono stati sequestrati il computer e il telefono cellulare.

Subito dopo le indagini, già tre esponenti della maggioranza avevano rassegnato le loro dimissioni: l'assessore Luisa Refuto, il consigliere comunale Maria Oriunto, e l’ex dirigente dell’ufficio tecnico Nunzio Ariano.

Dopo 24 ore arriva la resa

Intervistato ieri da Repubblica, il sindaco Vincenzo Ascione aveva dichiarato di non aver alcuna intenzione di cedere. “Non decide la magistratura, altri al mio posto lascerebbero il campo, io no”, aveva infatti affermato. In queste ultime ore, tuttavia, il primo cittadino sembra aver cambiato idea.

Ad indicidere sulla decisione di Ascione, forse, la valanga di dimissioni presentate da parte dei consiglieri comunali. Sono 15 su 24 quelli ad aver fatto un passo indietro, chiudendo la loro esperienza di governo al Comune di Torre Annunziata, cominciata nel 2017, con la vittoria del centrosinistra. Per affondare la nave, ne sarebbero bastate 13. A dimettersi, ieri, anche il presidente del consiglio comunale Giuseppe Raiola, anch'egli finito fra gli indagati.

"Nel prendere atto delle dimissioni di alcuni consiglieri comunali e in particolare del presidente del consiglio comunale Giuseppe Raiola, che mi ha seguito in questa avventura, resistendo alle tante avversità che si sono presentate lungo il cammino", ha affermato il sindaco Ascione in un comunicato, "seppur consapevole di aver dichiarato di voler proseguire il mio mandato alla guida della città, con grande rammarico rassegno le mie dimissioni dalla carica di sindaco pro tempore del Comune di Torre Annunziata".

Al primo cittadino rimangono ora venti giorni per ritirare, eventualmente, le proprie dimissioni.

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