"Grandissima preoccupazione. L'Unione delle Comunità Ebraiche Italiane (Ucei) esprime la massima vicinanza alla Comunità ebraica di Roma per quanto accaduto a Roma. Queste sono situazioni che paventavamo. Fino ad ora le manifestazioni di antisemitismo si erano limitate a situazioni non materiali e invece purtroppo ora cominciano a verificarsi le aggressioni. Voglio ringraziare come sempre le forze dell'ordine perché sono molto attente, ma ovviamente la preoccupazione cresce in maniera esponenziale". Così all'Adnkronos Livia Ottolenghi, presidente dell'Ucei, in merito all'aggressione a Roma di un uomo che indossava la kippah. "Non si può più nascondere il fenomeno. - sottolinea Ottolenghi - E non è solo a Roma, ma in tutta Italia. La sensazione è che via via si ridurranno sempre più gli spazi per esprimerci liberamente. Questo signore andava in giro con una kippah, gli aggressori non lo conoscevano, ma era riconoscibile come ebreo dal copricapo. E' un ulteriore riduzione di spazi di libertà".
"L'aggressione avvenuta nel quartiere Marconi ai danni di un uomo colpito perché indossava la kippah è un fatto gravissimo che condanno con fermezza. Un episodio inaccettabile di antisemitismo che colpisce i valori più profondi di Roma, una città che da oltre duemila anni è legata alla presenza della sua comunità ebraica e che ha costruito nella convivenza e nel rispetto una parte essenziale della propria identità. Confidiamo nel lavoro delle forze dell'ordine affinché sia fatta piena luce sull'accaduto e ribadiamo l'impegno per contrastare ogni forma di discriminazione, rafforzando la cultura del rispetto e della convivenza". Così il sindaco di Roma, Roberto Gualtieri.
"Piena solidarietà all'uomo aggredito a Roma per aver indossato la kippah. Un episodio estremamente grave su cui è necessario fare piena luce. Confido nel lavoro delle Forze dell'Ordine affinché vengano accertate rapidamente dinamica e responsabilità. Ogni forma di violenza e discriminazione, a maggior ragione se legata all'identità religiosa, va condannata con chiarezza. La Comunità Ebraica rappresenta una parte importante della storia di Roma e merita rispetto e tutela". È quanto dichiara il deputato e presidente della federazione romana di Fratelli d'Italia, Marco Perissa.
"L'aggressione a Roma di un ebreo colpito solo perché indossava la kippah dimostra, ancora una volta, che l'antisemitismo si ripropone in maniera inquietante e preoccupante. Proprio per questo abbiamo approvato una nuova legge al Senato su questo tema. La condanna dell'antisemitismo deve essere rafforzata in ogni sede. Ed auspico quindi che la Camera dei deputati proceda presto all'approvazione della legge, che è stata già varata dal Senato. Piena solidarietà a tutti gli ebrei in particolare alla comunità romana. Ho confermato al presidente Victor Fadlun l'attenzione e l'impegno delle istituzioni democratiche italiane. L'antisemitismo è una piaga che non va sottovalutata. L'aggressione di Roma è un ulteriore campanello d'allarme che non possiamo ignorare”. Lo dichiara il senatore di FI, Maurizio Gasparri, presidente della commissione affari esteri e difesa.
"È successo anche a Roma. Un iscritto alla nostra comunità che non voleva rinunciare a indossare normalmente la kippah è stato per questo insultato e aggredito. Denunciamo con forza questo episodio, chiediamo che venga fatta piena luce e i responsabili vengano puniti, e ringraziamo le autorità e le forze dell’ordine per la protezione quotidiana che garantiscono a tutta la nostra comunità, la più antica di Roma con i suoi duemila anni di storia", ha scritto su Facebook Victor Fadlun, capo della comunità ebraica della capitale. "Dev’essere chiaro a tutti che l’antisemitismo esiste da sempre e dopo il 7 ottobre è aumentato in maniera esponenziale.
E dev’essere anche chiaro che nel momento in cui un ebreo viene insultato e aggredito, in Italia, a Roma, in quanto ebreo, a esser messi in gioco sono i valori fondamentali della Costituzione che appartiene a tutti noi italiani". Ci si aspettava solidarietà nei commenti al post, ma molti invece sono di accuse allo Stato di Israele, alcuni andando addirittura indietro fino al 1948, per ciò che sta succedendo a Gaza e ai palestinesi.