Strangolata da un balordo sudamericano incontrato per caso poco prima. Questa è la spiegazione della tragica fine di Aurora Livoli, la ragazza di Fondi trovata morta a Milano lunedì mattina. Il prresunto aggressore, un peruviano di 57 anni con precedenti per violenza sessuale, è stato individuato dai carabinieri di Milano che lo avevano fermato per un altro reato, una rapina commessa ai danni di una giovane connazionale. Le fattezze dell'uomo sono risultate perfettamente simili a quelle dello sconosciuto ritratto dalle telecamere mentre entrava in una via della periferia cittadina in compagnia di Aurora, e ne usciva da solo poco dopo, per poi rientare e uscire nuovamente. All'incriminazione dell'uomo per omicidio manca solo la certezza sulle cause della morte della ragazza, ma l'autopsia eseguita questa mattina nell'istituto di medicina legale sembra lasciare pochi dubbi: Aurora sarebbe stata strangolata. E sui moventi dell'aggressione i precedenti dell'uomo fanno pensare ad un tentativo di violenza.
Aurora Livoli si era allontanata dalla sua abitazione in provincia di Latina a novembre, e il 10 dicembre i familiari ne avevano denunciato la scomparsa. Alla sua identificazione i carabinieri erano arrivati con fatica, perchè sul corpo ritrovato in via Paruta non erano presenti documenti, e solo attraverso la diffusione dell'immagine sui social la famiglia l'aveva riconosciuta: la conferma era arrivata all'obitorio.
Ora si tratta di ricostruire cosa abbia portato la ragazza a Milano, dove secondo lo zio non aveva amici nè contatti, e soprattutto quando abbia incontrato l'uomo "alto e magro" ritratto dalle telecamere di sorveglianza, divenuto secondo l'ipotesi degli investigatori il suo assassino.