Stop a “Bologna città 30”. Il Tar dell’Emilia-Romagna ha annullato il provvedimento con cui il Comune a guida Pd aveva introdotto, a partire dal 1° luglio 2023, il limite generalizzato di 30 chilometri orari. La decisione arriva a seguito di un ricorso presentato da due tassisti, con il sostegno di Fratelli d’Italia, e riguarda in particolare il Piano particolareggiato del traffico urbano e le ordinanze che istituivano le aree con limite ridotto. Restano comunque salvi eventuali nuovi atti che l’amministrazione comunale potrà adottare in futuro.
Secondo quanto riportato nella sentenza, i ricorrenti avevano contestato gli effetti della misura sull’attività lavorativa dei tassisti. I due conducenti, poi rimasto uno solo, “lamentavano”, si legge nel provvedimento, “il fatto che l'imposizione generalizzata del limite dei trenta chilometri orari avrebbe comportato tempi di percorrenza quasi doppi, con la conseguente riduzione del numero delle chiamate a cui rispondere e notevole contrazione del guadagno, per buona parte legato alla quota fissa richiesta per ogni corsa che va dai 3,40 euro ai 6,10 euro o addirittura 11,00 euro dall'aeroporto”. I ricorrenti “lamentavano, dunque, la lesione della chance di effettuare più corse rispetto a quelle possibili in presenza del limite di 50 km/h, integrante un danno emergente consistente nell'ingiusta privazione di un interesse meritevole di tutela”.
La decisione del Tar è stata accolta con soddisfazione da parte del centrodestra. Galeazzo Bignami, capogruppo alla Camera di Fratelli d’Italia ha dichiarato: “Il Tar ha accolto i ricorsi annullando le ordinanze, rimarcando l'illegittimità dell'azione del Comune che ha operato fuori dalle proprie competenze per meri scopi propagandistici". Sulla stessa linea l’europarlamentare FdI Stefano Cavedagna, secondo cui “la sentenza del Tar conferma che Lepore ha forzato l’art. 142 del codice della strada, solo per motivi ideologici”. "Bene la decisione del Tar dell'Emilia-Romagna che ha annullato il provvedimento di Bologna città 30. Il nuovo codice della strada approvato un anno fa dimostra la nostra attenzione alla sicurezza stradale, che però va fatta con buonsenso e non con provvedimenti ideologici che danneggiano i cittadini e tradiscono lo spirito delle Zone 30, pensate appositamente per proteggere alcune aree sensibili" la soddisfazione del vicepremier e leader della Lega Matteo Salvini. Commenti favorevoli arrivano anche da Forza Italia.
Così Valentina Castaldini e Pietro Vignali: “Finalmente viene ripristinato il diritto alla mobilità e viene messa la parola fine a un esperimento che ha creato solo disagi ai cittadini, ai lavoratori e alle categorie economiche”.