Conto corrente svuotato con un Sms. Lo smishing colpisce ancora

La storia di un'insegnante di 50 anni: nel 2018 perse i soldi sul conto dopo aver risposto al messaggio di un sedicente operatore di Poste Italiane. Ecco cosa è successo

Conto corrente svuotato con un Sms. Lo smishing colpisce ancora

Truffe via email e Sms sono sempre in agguato, e molti italiani, purtroppo, cadono ancora nella trappola. Ne sa qualcosa un'insegnante di Mogliano, che si è vista svuotare il conto dopo aver cliccato sul link inviatole da un sedicente operatore di Poste. La donna è oggi riuscita a recuperare 29mila euro.

Via tutto con un semplice Sms

La storia è quella della 50enne S.F., una donna padovana residente a Mogliano (Macerata). Il 2 novembre 2018 l'insegnante ricevette sul cellulare un Sms inviato dal falso operatore di Poste Italiane. Nel messaggio, la vittima veniva informata che, in virtù di una normativa europea (addirittura era stato indicato il numero, la 679/2016), era necessario che lei verificasse e confermasse i suoi dati. A tale scopo era stato fornito un link apposito.

La 50enne non sospettò nulla, dato che il messaggio era apparso nella chat di Poste. Cliccò sul link e seguì tutte le indicazioni, col risultato che i 39mila euro presenti sul suo conto sparirono nel nulla.

Da quel giorno sono passati quattro anni, e la donna è riuscita a riavere indietro il suo denaro. Questo grazie al pronunciamento dell'Arbitro bancario finanziario (Abf), che ha accolto le richieste della 50enne, intimando a Poste Italiane di restituire 29mila euro (10mila erano già stati accreditati). Non è però stato semplice. L'insegnante ha dovuto mettere in campo degli avvocati che hanno tutelato i suoi interessi.

"Quando abbiamo comunicato alla socia il successo ottenuto, si è commossa e non poteva essere altrimenti", ha raccontato a Il Messaggero Carlo Garofolini, presidente dell'Adico. "Ormai, dopo quattro anni dall'episodio, non sperava più di riavere indietro i risparmi di una vita", ha aggiunto.

Nel caso dell'insegnante, l'Arbitro bancario finanziario ha riconosciuto le mancanze di Poste Italiane. Il fenomeno di smishing ai danni della donna era infatti avvenuto non tanto per l'ingenuità della 50enne, che aveva seguito le indicazioni dell'hacker, ma a causa di un sistema di sicurezza incapace di impedire la truffa. Da ricordare, infatti, che il messaggio fraudolento era arrivato nella chat delle comunicazioni di Poste.

Il fatto, come abbiamo detto, è avvenuto più di quattro anni fa. Adesso il problema delle truffe online e via messaggio è più sentito, le persone sono più attente. Restano però alcuni casi in cui i criminali riescono ancora a mietere vittime.

Attenzione allo smishing

Col termine smishing si intende quella truffa in cui sono utilizzati messaggi su telefoni cellulari per richiedere dati personali. A restare coinvolti non solo Poste, ma anche istituti di credito come Intesa o Bper.

Adico, l'Associazione difesa consumatori, dichiara di avere più di 400 pratiche aperte, relative agli anni 2021-2022. Il consiglio fornito dalla polizia postale resta lo stesso: attenzione, prima di aprire certi messaggi e cliccare su certi link.

Non rispondere, non scaricare niente, non accedere ai siti indicati nell'Sms fraudolento. Ricordare che nessuna banca invierà mai un Sms al proprio cliente per chidere dati sensibili. In caso di dubbi, è bene contattare direttamente l'istituto di credito.

E denunciare, sempre.

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