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Nazionale

Così gli anarchici raccolgono soldi per Cospito e per i 'compagni' in galera

Nessun crowdfunding ma una gestione poco trasparente. Con i soldi che passano per le mani, anzi per i conti correnti, di pochi

Cospito deve restare al 41 bis "Qualcuno continuerà la lotta"

Non solo parole, slogan, proteste o lanci di bottiglie incendiarie. Gli anarchici sostengono Alfredo Cospito anche economicamente. Con delle vere e proprie campagne di raccolta fondi. Soldi racimolati tutti sulla tanto odiata rete. Nessun crowdfunding (finanziamento collettivo per intenderci) trasparente. Tutto passa per le mani di pochi. O meglio, per i conti correnti di pochi. Una postpay e via, il gioco è fatto. O come per Alfredo Cospito, un conto a lui dedicato e aperto presso il Banco di Sardegna. A gestirlo è Omar Nioi, un attivista da sempre al fianco di Cospito coimputato nello stesso processo “Scripta Manent”. O meglio, lo gestiva. “La cassa di raccolta è stata estinta con la fine del processo” ci dice Nioi. Eppure, su uno dei tanti siti di propaganda anarchica l’informazione non risulta. Il conto è ben visibile tanto che è ancora possibile effettuare un bonifico per la causa. Ma quando chiediamo informazioni dettagliate in merito ai soldi raccolti in questi anni Omar Nioi sparisce e preferisce non rispondere.

Raccolta fondi anarchici
Raccolta fondi anarchici Raccolta fondi anarchici (Michel Dessi )

Le campagne di solidarietà

Le “campagne di solidarietà per i prigionieri di Stato” (così le chiamano gli anarchici), sono tante. Tanto quanto agli attacchi perpetrati ai danni delle istituzioni in tutti questi anni. Da nord a sud. Il terrorista Cospito non è l’unico a beneficiare dell’aiuto dei “compagni”. L’elenco è lungo. Dalla “cassa anti-repressione delle Alpi Occidentali” fino a quella per “Peppe”, anarchico arrestato per una indagine legata all’operazione “Scintilla”. Una catena di attentati rivendicati in una campagna contro i Centri di permanenza e rimpatrio, e contro le politiche del Governo sull'immigrazione tra il 2015 e il 2018. Ma c’è anche la “cassa solidale” per sostenere “Beppe” arrestato nell’operazione “Prometeo” dopo l’invio di pacchi esplosivi ai pubblici ministeri di Torino e al direttore del Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria, finiti nel mirino della cosiddetta “campagna di lotta contro la repressione” del giugno 2017.

Iban raccolta fondi anarchici
Iban raccolta fondi anarchici Iban raccolta fondi anarchici (Michel Dessi )

I prigionieri anarchici

Ma c’è di più, sullo stesso sito si trovano addirittura gli indirizzi aggiornati delle carceri dove sono attualmente reclusi tutti i terroristi anarchici. Anna Beniamino, Davide Delogu, Juan Antonio Sorroche Fernandez, Paolo Todde, Mauro Rossetti Busa, Dayvid Ceccarelli, Ivan Dazzi, Ivan Alocco, Stefano Mangione, Roberto Bottamedi e Andrea Parolari. L’elenco è “aggiornato periodicamente”, sottolineano sul sito. Tanto che anche la sede del carcere di Cospito è stata subito modificata. “Trasferito dalla casa circondariale di Sassari a Opera, Milano” con tanto di indirizzo e codice di avviamento postale “via Camporgnago 40”. Un modo per stare vicini ai “compagni” e comunicare. Anzi, fare propaganda.

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