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Crans-Montana, la bomba in diretta: "Ecco il verbale dei controlli del 2019"

Il documento mostrato in diretta mostra l'ispezione ricevuta dai Moretti al Constellation. Dopo quella data, più niente

Crans-Montana, la bomba in diretta: "Ecco il verbale dei controlli del 2019"
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Sono molti i misteri che ruotano attorno alla tragica vicenda di Crans-Montana, così come innumerevoli sono le polemiche, soprattutto dopo la scarcerazione su cauzione di Jacques Moretti, indagato insieme a Jessica Maric per la morte di 40 persone e il ferimento di altre 116 in quella tremenda notte di Capodanno. Le domande sono infinite. Una, però, più di tutte dovrà trovare risposta e servirà a definire le responsabilità dei titolari del Constellation: l'incendio poteva essere evitato?

Le indagini procedono, nonostante le polemiche. L’Italia ha richiamato l’ambasciatore e lo rimanderà in Svizzera solo se la procura elvetica consentirà una reale collaborazione con le autorità italiane. I dubbi riguardano non solo la mancata perquisizione dell’abitazione dei Moretti e il loro mancato arresto immediatamente dopo i fatti — avvenuto solo nove giorni più tardi — nonché la successiva scarcerazione, ma soprattutto il contorno dell’intera vicenda. Ovvero la mancata indagine (per ora) a carico del Comune di Crans-Montana, i cui uffici non sono mai stati perquisiti, nonostante il sindaco abbia ammesso di non aver effettuato, nei cinque anni precedenti, controlli di sicurezza sul locale dei Moretti.

Ed è proprio su questo punto che ieri, a Quarta Repubblica, Alessandra Viero ha sganciato una vera e propria bomba. "Nel Cantone Vallese si conoscono tutti e questo produce delle criticità — ha spiegato la giornalista — anche in Svizzera si chiedeva che le indagini fossero affidate a un procuratore indipendente, e non a uno appartenente allo stesso partito del sindaco». In diretta, Viero ha poi mostrato le carte che dimostrano non solo che l’ultimo controllo risalisse al 2019, ma che già in quell’occasione fossero emerse tutte le criticità del Constellation. Nel rapporto di quell’ispezione, che Viero mostra in diretta, su sistema antifumo, uscite di sicurezza e l’utilizzo di materiali infiammabili si evidenziavano "quattro punti che non tornavano". Eppure "dal 2019 in poi non è successo nulla".

Ai pm, invece, Moretti ha spiegato che dopo i controlli del 2018 e del 2019 non erana stata fatta "alcuna osservazione". Il titolare ha raccontato cosa successe durante quelle ispezioni. Come riporta il Corriere, alla domanda se gli esperti avessero fatto "delle osservazioni particolari riguardo a questa schiuma?", dopo essere scesi nel seminterrato, lui ha risposto "Nessuna". Di certo se le avesse ricevute, sostiene, sarebbe intervenuto: "Lo avrei fatto come ho rispettato tutte le osservazioni che sono state fatte e che ho eseguito". Quindi i controlli sono stati fatti, secondo Moretti, non in maniera generica ma sostanziale eppure nessuno gli aveva fatto notare che quei pannelli potessero essere pericolosi.

Intanto anche i legali delle vittime e delle famiglie stanno conducendo le loro indagini. L'avvocato Romain Jordan ha infatti depositato agli atti una fotografia che mostrerebbe il tentativo da parte di un collaboratore di Moretti di far incollare i pannelli acustici, che poi prenderanno fuoco quella notte, sostenendoli con delle stecche di biliardo. I pannelli, non ingifughi, pare siano stati acquistati in un normale negozio di bricolage. E circolano alcune fotografie durante i lavori di ristrutturazione. L'ipotesi è che i Moretti abbiano sottovalutato le condizioni degradate di quei pannelli, esponendo così i loro clienti al rischio che si è poi verificato. “Sì Gaétan, prova a toglierne una e vedi se cade, perché ho usato una schiuma che non conosco... Fammi sapere se va bene.

Dimmi se cade o no; se cade, purtroppo bisognerà lasciarle”, si sente in un messaggio audio che Jacques Moretti ha inviato a un suo collaboratore alle prese con la schiuma che a quanto pare si stava staccando dal soffitto. L'audio è stato acquisito agli atti dalla Procura di Sion.

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