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Espulso due volte, ma è in giro ubriaco a molestare i passanti a Monza

L’uomo verrà collocato in un Cpr per il rimpatrio ma resta il nodo delle pratiche da snellire a livello europeo

Espulso due volte, ma è in giro ubriaco a molestare i passanti a Monza
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Vaste aree delle città italiane sono diventate quasi off-limits e se prima questo era un problema diffuso solamente nelle ore notturne, ora sempre più cittadini denunciano problemi di sicurezza anche nelle ore diurne. Un problema non indifferente per la vivibilità di una città, che si sta diffondendo a macchia d’olio dai centri più grandi a quelli più piccoli. In queste ore sono saliti alle cronache numerosi episodi di violenza che si sono verificati a Milano, soprattutto in Stazione Centrale, ma un episodio arriva anche dalla vicina Monza.

Diversi cittadini hanno segnalato la presenza di persone moleste al parco XXV Aprile, chiedendo l’intervento della polizia locale. Gli agenti sono arrivati sul posto e hanno trovato un gruppo di persone alterate dall’alcol su una panchina. Erano 5 in tutto, tra le quali un algerino di 48 anni già noto alle forze dell'ordine, sul quale pendeva già un doppio decreto di espulsione. L’uomo era già stato deferito dai carabinieri e dalla polizia locale per reati contro la persona, porto abusivo di armi e reati contro pubblici ufficiali eppure si trova ancora sul suolo italiano, nonostante solo pochi mesi fa abbia aggredito una persona in un parco di Monza. Questo ha portato all’emissione del secondo decreto di espulsione, che ha fatto seguito al primo emesso nel 2025, ma nessuno dei due è stato eseguito.

Almeno fino a questo momento. Subito dopo le operazioni burocratiche di rito, infatti, in accordo con la questura di Monza, dopo aver superato le visite mediche nell’ospedale brianzolo è stato affidato al personale della polizia di Stato per il successivo trasferimento in un Cpr per essere definitivamente espulso e rimpatriato nel Paese di origine. Non è chiaro in quale centro verrà collocato, se in quello di Milano, in un altro sul territorio oppure in Albania. Nel frattempo anche questo caso dimostra la necessità di accelerare e snellire le pratiche per i rimpatri, elemento sul quale sta lavorando anche l’Europa a fronte della presenza sul territorio dell’Unione di innumerevoli soggetti già colpiti da decreti di espulsione che, per diverse ragioni, non sono stati rimpatriati.

Se l'Europa non riuscirà a imporre una svolta definitiva sulla cooperazione internazionale e sui rimpatri forzati, episodi come quello di Monza continueranno a ripetersi, lasciando i sindaci e le forze dell’ordine a gestire un'emergenza continua con armi spuntate.

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