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La famiglia, il calcio e la natura: ecco chi era Giacomo Bongiorni, l’uomo ucciso davanti al figlio

Il 47enne era un uomo semplice e ricco di valori. Amava profondamente la sua famiglia ed era un grande tifoso della Fiorentina

La famiglia, il calcio e la natura: ecco chi era Giacomo Bongiorni, l’uomo ucciso davanti al figlio
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Lo si può definire un martire dei nostri tempi Giacomo Bongiorni, l’uomo ucciso la notte tra sabato e domenica a Massa da un gruppo di ragazzi ai quali aveva chiesto di non spaccare le bottiglie sulle vetrine. Sì, perché di fronte ad azioni decisamente vergognose e pericolose non si è voltato dall’altra parte ma è intervenuto per placare la furia di quegli sconosciuti balordi. Purtroppo, però, il suo coraggio gli è costato la vita.

Già questo racconta chi è Giacomo e che valori portava nel cuore. Ma lui era anche tanto altro. Un padre di famiglia amorevole, un grande lavoratore, un appassionato di calcio e un amante della natura.

Giacomo era nato 47 anni fa a Viareggio, ma ha vissuto a lungo nella piccola e tranquilla Mirteto, alle pendici del monte Candia. È in questo ambiente che ha voluto costruirsi una famiglia. Aveva due figli che adorava e una compagna, Sara, l’amore della sua vita. Una vita, quella di Giacomo, fatta di semplicità e di valori. Così come testimoniano le tante fotografie pubblicate su Facebook. A questo social affidava frammenti della quotidianità fatta di quei gesti che sembrano appartenere ad un’altra epoca: scatti di compleanni, gite al mare, la partita (era un grande tifoso della Fiorentina) e il primo giorno di scuola di quel figlio che oggi ha 11 anni e che ha assistito al pestaggio e alla morte del padre. Il suo mondo era completato dai suoi anziani genitori che amava e che, appena poteva, passava a salutare.

Come ricorda il Corriere della Sera, Giacomo lavorava come responsabile nel settore metalmeccanico alla Tsi Meccanica, nello stabilimento del Nuovo Pignone di Massa, gruppo specializzato nella progettazione e l’assemblaggio di componenti per il settore energetico. Nell’ambiente era conosciuto e stimato da tutti per il suo impegno e la serietà. Un prezioso punto di riferimento per i colleghi.

Parte del tempo libero Giacomo lo dedicava alla sua grande passione: il calcio. Il 47enne, da giovane, ha giocato per molti anni nel San Vitale Candia. Di tempo ne è passato da quei giorni di spensieratezza. Certo giocare su un campo 11 contro 11 forse era troppo. E così aveva deciso di dedicarsi al calcio a 7, meno impegnativo da un punto di vista fisico.

Ma Giacomo amava anche la natura.

Quando poteva si metteva in cammino e andava a cercare funghi. Non da solo ma con il suo fedele ed inseparabile cane lupo. La morte di Giacomo per mano di balordi ha sconvolto un’intera comunità. Un gigante dal cuore buono a cui individui senza valori hanno tolto la vita.

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