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“Fascisti”. E i collettivi di sinistra bloccano un incontro (autorizzato) sul referendum

Ennesimo caso di dittatura ideologica a Bologna, dove il Cua ha impedito ad Azione Universitaria la fruizione degli spazi collettivi

“Fascisti”. E i collettivi di sinistra bloccano un incontro (autorizzato) sul referendum
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Prosegue la tendenza dei collettivi di sinistra di considerare gli spazi scolastici e universitari come proprio terreno esclusivo di propaganda e azione. Da troppo tempo si assiste a manifestazioni, talvolta pure violente, tese a impedire a chiunque non sia schierato dalla loro parte di parlare. È una contrazione estrema della democrazia nell’ambito universitario e scolastico, una dittatura di pensiero che va avanti inesorabile, anche tutelata da una certa parte politica che coccola questi soggetti nella speranza che portino qualche voto, che per altro non arriverà da quelle parti. L’ultimo episodio di questo tipo si è registrato a Bologna, dove il plesso di Giurisprudenza dell’università è stato occupato dal Cua per impedire la realizzazione di un evento per il “sì” al referendum organizzato da Azione Universitaria.

“Oggi, a 49 anni dall'uccisione del compagno Francesco Lorusso per mano dello Stato, i fascisti di Azione universitaria vorrebbero prendere parola all'interno dei nostri Atenei. Non accettiamo in alcun modo questa presenza, soprattutto in una giornata come quella di oggi”, si legge in una nota del collettivo di sinistra universitario. “Nessuno spazio a chi qualche settimana fa scendeva in piazza reclamando 'Istria, Fiume e Dalmazia terre d'Italia', una retorica guerrafondaia e bellicista che rifiutiamo radicalmente e per cui non c'è spazio nelle nostre università. Vorrebbero venire a parlare nel cuore della zona universitaria, quella parte di città che ogni giorno lotta per liberare le strade dal fascismo e dall'autoritarismo che avanza”, scrivono ancora, considerando questi come motivi per rivendicare l’occupazione.

“Rispediamo la provocazione al mittente, ed impediamo con i nostri corpi che gruppi fascisti e guerrafondai possano entrare nelle nostre Università”, hanno concluso gli esponenti del collettivo universitario più forte dell’università di Bologna. “L’università dovrebbe essere per tutti un luogo di confronto libero e rispettoso, dove esprimere idee diverse è un'opportunità al dialogo e alla crescita. Impedire con occupazioni e pressioni violente lo svolgimento di un evento, sottolineiamo autorizzato, significa negare i principi fondamentali della libertà di espressione”, ha commentato Marta Evangelisti, capogruppo Fdi in Regione.

“Ancora una volta emerge l’immagine di una città che si definisce tollerante solo quando le opinioni coincidono con quelle dei collettivi e dei centri sociali di sinistra, mentre chi la pensa diversamente viene ostacolato e messo a tacere con mezzi anche

violenti”, ha proseguito ancora Evangelisti. Da tempo Bologna vive ostaggio dei violenti e dei prepotenti, che dalle piazze all’università rivendicano una superiorità ideologica che non trova riscontro poi nella realtà.

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