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"Favoreggiamento dell'ingresso illegale". E la Ong tedesca polemizza ancora con l’Italia

Sarebbe stata avviata un’indagine dopo lo sbarco nel porto di Brindisi della nave battente bandiera tedesca

"Favoreggiamento dell'ingresso illegale". E la Ong tedesca polemizza ancora con l’Italia
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Nuova indagine per una nave Ong: la Sea-Watch 5, battente bandiera tedesca, dell’omonima organizzazione non governativa con sede in Germania, nei giorni scorsi ha denunciato di aver ricevuto una salva di spari da parte della Guardia Costiera Libica. Ha perfino puntato il dito contro l’Italia, nonostante i fatti siano avvenuti in acque internazionali, in zona Sar di competenza libica. Nonostante tutto, l’Italia ha assegnato un porto alla nave per lo sbarco dei migranti, quello di Brindisi, per il quale la Ong si è anche lamentata perché troppo distante. Lo sbarco è avvenuto nelle scorse ore, quando le autorità italiane avrebbero anche comunicato al capitano della nave l’apertura di un’indagine per “favoreggiamento dell’ingresso illegale”.

Non si tratta di un unicum ma non è frequente che le autorità agiscano ipotizzando questo reato per le navi delle Ong. E, infatti, la mossa ha colto di sorpresa anche l’organizzazione tedesca: “Sono rimasti sul ponte di comando della nave fino a ben oltre la mezzanotte, hanno sequestrato documenti e attrezzature e hanno condotto due membri dell’equipaggio alla stazione di polizia per un interrogatorio. Per oggi è previsto anche un interrogatorio del capitano della Sea-Watch 5”. La definiscono una “escalation paradossale” a fronte della denuncia degli spari sulla nave da parte della Guardia Costiera Libica, che ha anche “minacciato di dirottarla verso Tripoli”. Così ha dichiarato Giorgia Linardi, portavoce italiana dell’organizzazione. “La criminalizzazione della società civile è ormai prassi, ma anche davanti a questa escalation e non ci lasceremo intimidire”, ha concluso Linardi.

Per il momento non è arrivata conferma dell’apertura del fascicolo per “favoreggiamento dell’ingresso illegale”, che per il Testo Unico dell’immigrazione punisce chi promuove, organizza, finanzia, trasporta o compie altri atti diretti a procurare illegalmente l’ingresso di stranieri, con aggravanti in casi come l’ingresso di più persone, l’uso di documenti falsi o la messa in pericolo della vita o dell’incolumità delle persone trasportate. Nei prossimi giorni dovrebbe essere più chiaro il motivo per cui stavolta, a differenza delle altre, si è deciso di procedere con questa precisa ipotesi di reato, se venisse confermata la sua esistenza. Negli ultimi mesi, l’Europa ha inasprito le politiche migratorie, regolamentando con maggiore ristrettezza i margini d’azione e fornendo agli Stati gli strumenti per proteggere i propri confini, che nel caso italiano sono anche i confini dell’Ue.

L'apertura di questa indagine, se confermata, segnerebbe un punto di svolta fondamentale nella gestione dei flussi migratori, che come sottolineano le autorità italiane ma anche le sentenze italiane, devono essere e restare in capo agli Stati e non a organizzazioni private.

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