I manifestanti scesi in piazza a Roma a difesa di Nicolas Maduro, catturato nei giorni scorsi durante un blitz delle forze speciali Usa, hanno parlato al telefono con il figlio dell'ex presidente del Venezuela. Nicolás Maduro Guerra è intervenuto in videochiamata parlando coi manifestanti che, per esprimere la solidarietà a suo padre, hanno marciato in corteo nella capitale raggiungendo l'ambasciata degli Stati Uniti.
"Vi ringrazio, siate forti - ha detto il figlio dell'ex presidente -. Li riporteremo indietro e festeggeremo. Sono grato a tutti voi, siamo fiduciosi che torneranno. Viva i popoli liberi del mondo".
La conversazione si è conclusa con il canto "El pueblo unido jamás será vencido" intonato dai manifestanti. Si tratta di una delle canzoni più note legate al movimento Unidad Popular e alla presidenza del Cile da parte di Salvador Allende, morto nel golpe cileno del 1973.
A Roma non sono mancate scene di odio nei confronti degli Stati Uniti. Alcune bandiere a stelle e strisce sono state bruciate durante il corteo che da piazza dell'Esquilino si è mosso verso via Bissolati e l'ambasciata Usa. Organizzato da associazioni e movimenti (Potere al Popolo, Usb, Movimento studenti palestinesi, Arci Roma e Rete dei Comunisti, sindacati di base), il corteo ha chiesto "l'immediato rilascio" del leader venezuelano.
"Condanniamo il terrorismo di Stato statunitense - si legge in un comunicato degli organizzatori - che ha colpito la Repubblica Bolivariana del Venezuela e ha rapito il legittimo presidente Nicolas Maduro e Cilia
Flores. Esprimiamo solidarietà e vicinanza al popolo di Chavez e al processo rivoluzionario bolivariano. Chiediamo l’immediato rilascio del presidente e della primera combatiente (la moglie di Maduro, Cilia Flores, ndr).