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"Fuoco alle Olimpiadi e a chi le produce". Gli anarchici festeggiano i sabotaggi ai treni

Su un blog di area anarchica spunta la rivendicazione per i convogli fermi tra le Marche e Bologna: "Queste Olimpiadi non potevano iniziare in maniera migliore"

"Fuoco alle Olimpiadi e a chi le produce". Gli anarchici festeggiano i sabotaggi ai treni

Dietro il sabotaggio delle linee ferroviarie di Bologna e Pesaro avvenuti nella giornata dello scorso sabato 7 febbraio ci sarebbero i movimenti anarchici: la rivendicazione della paternità delle incursioni che hanno paralizzato il traffico ferroviario e creato disagio a centinaia di passeggeri è arrivata nelle scorse ore tramite un comunicato esplicito sul quale stanno tuttora indagando gli inquirenti.

La rivendicazione

"Pare chiaro, quando i pacchetti sicurezza diventano occasioni praticamente semestrali per stringere le reti della repressione e soffocarci qualunque dissenso, che il dissenso "pulito", esplicitamente rivendicato, portato avanti nella legalità, non possa più essere efficace", si legge nella nota, "così come inizia a non essere più ignorabile l'inefficacia delle modalità di scontro di piazza diretto portate avanti negli ultimi mesi e anni in tutto il territorio". "Pare dunque necessario armarsi degli strumenti della clandestinità, della decentralizzazione del conflitto e la moltiplicazione dei suoi fronti, dell'autodifesa e del sabotaggio per sopravvivere ai tempi cui andiamo incontro", prosegue il documento, "per l'eradicazione di questo sistema di morte e sfruttamento, per la distruzione del controllo totalizzante che ci soffoca. Ingovernabili, non disobbedienti. Fuoco alle Olimpiadi e a chi le produce".

Quindi l'obiettivo degli anarchici sono i Giochi Olimpici di Milano-Cortina, e la citazione delle tre "linee ferroviarie sabotate e bloccate fino al pomeriggio" pare un chiaro riferimento a quanto accaduto proprio durante la prima giornata di gare. Gli autori della rivendicazione creano un parallelo con i fatti che si sono verificati due anni fa, ovvero quando "una serie di attacchi simili per modalità e contesto erano stati lanciati contro 5 diverse infrastrutture della rete LGV intorno a Parigi, causando la cancellazione di un quarto dei treni ed enormi disagi dal 26 al 28 luglio, giorni di inaugurazione delle Olimpiadi di Parigi".

Il “male” dei Giochi Olimpici

Dopo le Olimpiadi estive, quindi ora sono finite nel mirino anche quelle invernali per tutto ciò che rappresentano. "E questa la chiamano una festa? Noi ci vediamo una celebrazione del nazionalismo, una gigantesca messa in scena dell'assoggettamento dei popoli da parte degli Stati", spiegano gli autori dell'attacco, "sotto a una maschera ludica e conviviale, i Giochi Olimpici offrono un campo di sperimentazione per la gestione poliziesca delle folle e il controllo generalizzato dei nostri spostamenti".

Le misure di sicurezza adottate dalle autorità francesi qualche mese prima della cerimonia di apertura sono ancora ricordate con disprezzo dagli autori del sabotaggio: "Furono approvati due pacchetti di leggi, la 'Loi sécurité globale' e la 'Loi olympique', quest'ultima che autorizzava la sperimentazione di algoritmi per il riconoscimento facciale per tutta la durata delle Olimpiadi", ricorda infatti la nota. Secondo gli anarchici, altrettanto avrebbe fatto l'Italia lo scorso 5 febbraio, due giorni prima dell'apertura dei Giochi, emanando "un nuovo pacchetto sicurezza che tra le altre cose consolida l'uso delle zone rosse come strumento di esclusione sociale, autorizza il trattenimento (già abitualmente praticato) per 12 ore da parte delle forze dell'ordine di individux "pericolosx" in concomitanza di manifestazioni pubbliche, introduce il carcere per l'elusione di un controllo di polizia e una pena pecuniaria fino a un massimo di 20mila euro per manifestazione non autorizzata (articolo 18 del TULPS, Regio decreto del 18 giugno 1931)".

Ovviamente i violenti scontri con la polizia avvenuti a Milano, per gli autori della rivendicazione, non sono criticabili, ma lo risultano invece le parole di condanna pronunciate contro i facinorosi: "Dopo il corteo, Meloni e compagnia dichiarano in coro: 'Chi manifesta contro le Olimpiadi è nemico dell'italia'. Che non ci si permetta assolutamente di mettere a critica lo spirito nazionalista, competitivo di questi 'giochi' o il loro drenare quantità impressionanti di fondi pubblici mentre paesi interi crollano, in Sicilia, al passaggio di un uragano", prosegue la nota. "D'altronde non c'è nulla di più importante al momento. Non c'è miglior strumento di distrazione per uno stato odierno", si legge in conclusione, con il solito richiamo ai regimi totalitari, sotto i quali molto probabilmente, si dimentica di rimarcare, non ci sarebbe stato spazio per alcun genere di rimostranza: "Non c'è maschera migliore, in Italia oggi come altrove in passato: solo un esempio sono le Olimpiadi di Berlino del 1936, in piena dittatura nazista".

Il post di Salvini

Dopo la pubblicazione del documento di rivendicazione, il vicepremier Salvini è intervenuto sui propri profili social per annunciare tolleranza zero nei confronti dei responsabili dei sabotaggi avvenuti lo scorso sabato.

"Faremo di tutto per chiudere i covi di questi criminali, per inseguire e stanare questi delinquenti ovunque si

nascondano, per mettere in carcere loro e contrastare chi li difende", promette il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, "evviva le Olimpiadi, simbolo di un’Italia che costruisce, che emoziona, che non si arrende".

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