Oggi a Torino si è svolta in piazza Carignano la manifestazione “per un Iran libero, laico, repubblicano e democratico”, promossa dall'associazione Iran Libero e Democratico, fondata nel 2009 da un gruppo di esuli politici iraniani. All'iniziativa hanno dato la propria adesione praticamente tutte le forze politiche del centrodestra, del centrosinistra e M5S, oltre ai sindacati e al Consiglio Regionale del Piemonte. Non ha invece aderito Rifondazione Comunista. Paolo Ferrero, segretario provinciale torinese del partito, ex ministro del governo Prodi, pur esprimendo - e ci mancherebbe - la piena solidarietà alle manifestazioni popolari in Iran spiega il distinguo: "paesi come Israele e gli USA hanno posto in essere una strategia terrorista di infiltrazione di agenti provocatori che hanno operato per trasformare le mobilitazioni popolari in una insurrezione armata finalizzata al ritorno dello Shah. Questo stravolgimento del carattere pacifico delle manifestazioni è stato ricercato per giustificare presso l’opinione pubblica occidentale la necessità di arrivare all’aggressione militare dell’Iran e ad un nuovo colpo di stato fatto – come sempre - in nome della democrazia".
Così oggi Rifondazione Comunista, come Avs, non è scesa in piazza a Torino "con chi inneggia ad Israele, all’intervento militare israeliano e statunitense in Iran, al ritorno dello Shah. Le sanzioni allo stato iraniano che durano dal 1979 come la politica di Israele e degli Stati Uniti, sono all’origine del problema e non della soluzione.
Così come il regime dello Shah – insediato da un colpo di stato voluto dagli USA nel 1953 per impadronirsi delle risorse petrolifere dell’Iran che il legittimo governo iraniano di Mossadeq aveva nazionalizzato – ha angariato e torturato abbastanza il popolo iraniano senza che venga oggi riproposto".