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L’ossessione per il lavoro e i diari in arabo: l'ultimo anno "in una dimensione virtuale" di El Koudri

Sono numerosi i telefoni e i device che gli investigatori devono controllare e non è escluso si trovino elementi utili all’indagine

L’ossessione per il lavoro e i diari in arabo: l'ultimo anno "in una dimensione virtuale" di El Koudri
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Proseguono le indagini sull’attentato di Modena per capire cosa abbia spinto Salim El Koudri a lanciarsi con l’auto a tutta velocità contro i passanti nel centro città sabato pomeriggio, nel giorno e nell’orario di maggiore afflusso. Difficile pensare a una coincidenza di tempi e luogo, difficile pensarlo anche a fronte dell’utilizzo del coltello una volta sceso dall’auto. Gli investigatori stanno andando a fondo e stanno emergendo sempre più dettagli, come la ricerca di un lavoro che per El Koudri era diventata un’ossessione.

Pare che negli ultimi mesi contattasse senza soluzione di continuità le agenzie interinali con telefonate dai toni a tratti aggressivi. “Allora, avete un lavoro”, era la richiesta più frequente. Un pezzo di un puzzle che collima con le mail inviate all’università in cui insultava i cristiani ma, come viene sottolineato da più fonti, non si può certo ridurre tutto a questo. Infatti è ancora in corso l’analisi dei dispositivi di El Koudri, dai numerosi telefoni ai computer, passando per le chiavette usb e i tablet. passando però anche dai diari scritti in arabo. Un elemento, questo, che offre diversi spunti di ragionamento. El Koudri è nato in Italia, ha sempre vissuto in questo Paese e dall’età di 14 anni ha la cittadinanza italiana, perché gli veniva più semplice scrivere i suoi diari in arabo? Anche quando è stato fermato, chi lo ha raggiunto ha detto che ha farfugliato qualcosa ma in una lingua che sicuramente non era l’italiano.

Gli interpreti stanno lavorando per cercare di entrare nei pensieri del 31enne e sciogliere la matassa. Perché se è vero che al momento la procura ha escluso il terrorismo dalle accuse per El Koudri, ciò non toglie che in base alle risultanze delle indagini l’ipotesi di reato possa essere modificata. Anche perché sono ancora in corso tutte le analisi dei contatti che l’uomo ha avuto in questi anni, per capire se possa esserci qualcosa di sospetto, qualche elemento che possa condurre a una spiegazione per quanto ha fatto. Si cercano dati “sintomatici” di radicalizzazioni sul web, anche nel dark web, per capire se possa aver intrapreso un percorso di affiliazione e addestramento.

La famiglia stessa ha rivelato che da qualche tempo El Koudri si era chiuso in una dimensione "virtuale" tra telefono e web, il che apre a numerosi e vari scenari. Se si dovessero trovare indicazioni di ricerche tematiche, per altro, si aprirebbe anche l’ipotesi della premeditazione, che per il momento non viene contestata.

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