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Lago di Braies preso d'assalto dai turisti: in cinque nell'acqua gelida. "C’erano 100 persone sulla superficie, una follia"

Cinque persone, tra cui due minorenni, sono finite nelle acque gelide del Lago di Braies dopo il cedimento della superficie ghiacciata. Determinante l’intervento dei presenti, che sono riusciti a portarli in salvo prima dell’arrivo dei soccorsi

Lago di Braies preso d'assalto dai turisti: in cinque nell'acqua gelida. "C’erano 100 persone sulla superficie, una follia"

È di cinque persone ferite dopo essere cadute in acqua, il bilancio dell’incidente avvenuto domenica 5 aprile al Lago di Braies, dove il ghiaccio ha ceduto improvvisamente. L’allarme è scattato intorno alle 15.00, in una giornata apparentemente tranquilla, caratterizzata da condizioni meteo favorevoli che avevano attirato numerosi visitatori nella celebre località dell’Alto Adige. Quella che per molti era una semplice passeggiata su uno scenario da cartolina si è trasformata in pochi istanti in una situazione estremamente pericolosa, con il ghiaccio ormai indebolito dalle temperature primaverili e dall’esposizione al sole. Nonostante i segnali di rischio, diverse persone si trovavano sulla superficie del lago al momento dell’incidente, inconsapevoli della fragilità della lastra ghiacciata.

La corsa disperata per salvare i ragazzi

Secondo quanto ricostruito, i primi a finire in acqua sono stati due minorenni, fratello e sorella, che stavano camminando sul lago quando il ghiaccio ha improvvisamente ceduto sotto i loro piedi. In pochi secondi, la situazione è precipitata, i due ragazzi sono sprofondati nelle acque gelide, dando il via a una catena di tentativi di soccorso altrettanto rischiosi. Il padre e altre due persone, nel tentativo di aiutarli, si sono precipitati verso di loro, ma il ghiaccio ha ceduto nuovamente anche sotto il loro peso. Così, nel giro di pochi istanti, cinque persone si sono ritrovate intrappolate nell’acqua, a pochi metri dalla riva, esposte al concreto rischio di ipotermia.

A evitare il peggio è stato l’intervento immediato di alcuni presenti, che sono riusciti a estrarre i cinque dall’acqua prima dell’arrivo dei soccorsi. Nel frattempo erano già state allertate le squadre del soccorso alpino dell’Alta Pusteria, il personale sanitario della Croce Bianca e i carabinieri. Una volta messi in salvo, i coinvolti sono stati affidati ai sanitari. Per tre di loro si è reso necessario il trasferimento all’ospedale di San Candido per accertamenti, ma fortunatamente nessuno risulta in condizioni critiche.

Il racconto incredibile del soccorritore

A descrivere la scena è stato Simon Feichter, 39 anni, da tempo impegnato nel Soccorso Alpino dell’Alta Pusteria, che non ha nascosto la propria incredulità davanti a quanto accaduto. "Quando siamo arrivati sul posto c’erano ancora cento persone sulla superficie del lago con il ghiaccio che si scioglieva, il rischio era altissimo. Da un lato può far sorridere, ma dall'altro ci sarebbe da dire: ‘siete matti?’ Fa cadere le braccia".

Il soccorritore ha spiegato come l’intervento sia stato rapido ma delicato, soprattutto per il rischio legato alla temperatura dell’acqua: "Siamo prontamente intervenuti anche noi, ma quando siamo arrivati sul posto i cinque turisti erano già stati portati in salvo. Abbiamo prestato le prime cure per riscaldarli con le coperte termiche in alluminio e li abbiamo accompagnati ai mezzi di soccorso. Non è stato un intervento spettacolare, ma il pericolo sanitario era reale. Sotto il ghiaccio l'acqua tocca i 2-3 gradi, al massimo arriva a 5. Se non riesci a uscire subito, il rischio termico si aggrava in pochi minuti". Le sue parole restituiscono la reale dimensione del pericolo, spesso sottovalutato da chi si lascia attirare dall’aspetto suggestivo del lago ghiacciato.

Una scena surreale

Ciò che ha colpito maggiormente i soccorritori è stato però il comportamento di molti visitatori presenti. Nonostante l’incidente appena avvenuto, numerose persone continuavano a camminare sulla superficie ghiacciata, ignorando il rischio evidente. "C’era un sacco di gente sulla superficie fragile del lago e più di mille persone sulle passeggiate tutto intorno", ha raccontato Feichter. "La temperatura è alta, se c’è ghiaccio, si scioglie. È come una pallina di gelato al sole, ma non tutti lo capiscono. Forse qualcuno pensa che ci sia sempre uno smartphone vicino a dirti cosa fare". Una situazione che evidenzia non solo la pericolosità delle condizioni ambientali, ma anche una diffusa sottovalutazione dei rischi legati alla montagna e ai fenomeni naturali.

I precedenti

Quello avvenuto al lago di Braies non è un episodio isolato. Lo stesso soccorritore ha ricordato come situazioni simili si siano già verificate in passato, soprattutto nel periodo pasquale. "Quattro anni fa, sempre a Pasqua, siamo intervenuti cinque o sei volte per incidenti con la stessa dinamica e di recente abbiamo dovuto estrarre dalle acque gelide persino una mamma con un neonato". Di fronte a questi episodi, Feichter invita a riflettere più sul comportamento individuale che sulla necessità di nuove regole. "Sono del parere che se regoliamo tutto finiamo in un ginepraio di regole in cui nessuno sa più cosa fare. Io sono un montanaro: se vado al mare e mi tuffo senza saper nuotare, non è colpa di chi non mi ha fermato con una bandiera rossa. Ci vuole logica, bisogna accendere la testa". Parole che mettono in luce come, spesso, alla base degli incidenti ci sia una combinazione di distrazione e superficialità.

L’appello delle autorità

Già in passato le autorità avevano invitato alla massima prudenza, ma dopo quanto accaduto l’allerta è stata ribadita con forza anche dai vigili del fuoco. "A causa delle attuali condizioni meteo e dell’intensa esposizione al sole, la copertura di ghiaccio non è più portante. Sussiste pericolo di cedimento. Non entrate più sul lago e rispettate la segnaletica presente". Un messaggio chiaro, che richiama alla responsabilità individuale e al rispetto delle indicazioni di sicurezza, soprattutto in contesti naturali dove le condizioni possono cambiare rapidamente.

Il lago di Braies, tra bellezza e rischi

Il lago di Braies, situato nell’omonima valle nei pressi della Val Pusteria, a circa 97 chilometri da Bolzano, è uno dei luoghi più suggestivi delle Dolomiti. Incorniciato dalla parete rocciosa della Croda del Becco e inserito nel parco naturale Fanes-Sennes-Braies, si estende per circa 33 ettari e raggiunge una profondità massima di 36 metri. La sua fama è cresciuta negli anni anche grazie alla serie televisiva "A un passo dal cielo", diventando una meta molto frequentata da turisti italiani e stranieri. Proprio l’elevato afflusso di visitatori ha portato all’introduzione di misure per gestire l’accesso, come la prenotazione del parcheggio nei periodi di maggiore affluenza.

Tuttavia, episodi come quello avvenuto domenica dimostrano come la bellezza del luogo possa nascondere insidie, soprattutto quando le condizioni naturali vengono sottovalutate. In montagna, più che altrove, il rispetto delle regole e il buon senso restano strumenti fondamentali per evitare che una giornata di svago si trasformi in tragedia.

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