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L'indagine sulla morte di Giacomo Bongiorni: “Non è stato un colpo solo a provocare il decesso”. Altri due minorenni indagati

Due romeni, entrambi maggiorenni, sono stati fermati per omicidio in concorso. Al vaglio della Procura dei Minori la posizione di tre minorenni ai quali viene contestata la stessa ipotesi di reato. Disposta l’autopsia sul 47enne

L'indagine sulla morte di Giacomo Bongiorni: “Non è stato un colpo solo a provocare il decesso”. Altri due minorenni indagati
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Salgono a cinque gli indagati per la morte di Giacomo Bongiorni, il 47enne ucciso a Massa nella notte tra sabato e domenica per aver rimproverato alcuni giovani che scagliavano bottiglie contro la vetrina di un negozio. Oltre ai due romeni arrestati ieri sera, il 19enne Eduard Alin Carutasu e il 23enne Alexandru Ionut Miron, e al minorenne trasferito in una comunità protetta, la Procura dei Minori di Genova ha indagato altri due minorenni con l’accusa di concorso in omicidio volontario aggravato dai futili motivi. Nel corso della conferenza stampa di questa mattina, il procuratore capo Piero Capizzoto ha spiegato che l’esito dell’autopsia, disposta nelle prossime ore, sarà decisivo per fugare ogni eventuale dubbio sulla dinamica dell’aggressione mortale e valutare la posizione degli indagati.

L’autopsia

L’esame autoptico servirà a stabilire soprattutto com’è morto Bongiorni. “L’accertamento ci dovrà dire per effetto di quale colpo sia avvenuto il decesso” ha chiarito Capizzoto, ipotizzando che “non è stato un solo colpo a provocare la morte” del 47enne. E ancora, ha aggiunto il pm: “Ci sono diversi colpi al momento non siamo in grado di dire quale è quello che ha certamente provocato la morte”. Al vaglio degli investigatori ci sono anche i filmati delle telecamere di sorveglianza puntate in piazza Felice Palma, dove si è consumato l’omicidio, che potrebbero avere ripreso la brutale aggressione. Dalle immagini si vedrebbe che una persona è colpita e si accascia al suolo per un colpo inferto volontariamente. Uno dei due maggiorenni sottoposti a fermo indiziato di delitto si è avvalso della facoltà di non rispondere, mentre l’altro non avrebbe saputo spiegare cosa sia successo.

Sentiti alcuni genitori

Come anticipato dal Corriere della Sera, tra le persone sentite dagli investigatori ci sarebbero anche alcuni genitori. Secondo quanto trapela da alcune indiscrezioni di stampa, uno di loro avrebbe respinto l’ipotesi secondo cui i ragazzi indagati farebbero parte di una baby gang, sostenendo che il drammatico accaduto sia da ricondurre a “un azione non organizzata”, scrive il giornale di via Solferino. Intanto, sui social monta la rabbia per una vicenda che, nel giro di poche ore, è diventata un caso d’interesse nazionale, alimentando il dibattito sulla sicurezza nelle grandi città. Il sindaco di Massa, Francesco Persiani, ha chiesto maggiori controlli alle forze dell’ordine.

Dal comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza tenuto in Prefettura domenica mattina è arrivata la decisione di chiudere i locali entro la mezzanotte e trenta. La misura resterà in vigore fino al 31 maggio, salvo ulteriori proroghe o provvedimenti.

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