Ha aspettato che il marito uscisse di casa, poi, incurante della presenza nell'abitazione del figlio neonato della coppia, avrebbe abusato di lei. Una ragazza di 17 anni ha denunciato ai carabinieri di Venezia di essere stata vittima di violenza sessuale all'interno della sua abitazione a Mestre. La giovane, bengalese, ha indicato come autore della violenza sessuale il coinquilino suo connazionale, sul quale si stanno concentrando le indagini dei carabinieri della compagnia di Mestre. Il fatto è avvenuto nella serata di ieri, all'interno della casa nella quale la giovane vive con suo marito, anch'egli bengalese, e che condividono con un connazionale.
Appena è riuscita a divincolarsi dall'inquilino, infatti, la 17enne ha avvisato il marito che a sua volta ha allertato i carabinieri, intervenuti sul posto con una pattuglia. I militari hanno raccolto le dichiarazioni della vittima e hanno avviato le indagini sul connazionale della ragazza, che è stato individuato e che sarà denunciato per violenza sessuale.
“Un’altra vittima dell’Islam radicale”
Immediata la reazione politica. “Un episodio inaccettabile, uno stupro vergognoso che ha avuto come preda una diciassette bengalese. Un’altra vittima della violenza dell’Islam radicale e probabilmente del sistema marcio basato sulle ospitalità", il commento di Anna Cisint, europarlamentare Lega e Alex Bazzaro, capogruppo Lega in Consiglio comunale a Venezia.
E ancora: "Lo stesso schema che ho già visto a Monfalcone. Una minorenne bengalese già con figli: mi chiedo, una sposa bambina? Stuprata dall’ospite, anche lui islamico, presenza dietro alla quale spesso si nasconde un mercato nero di subaffitti illegali e posti letto abusivi. Un mercato islamico dell’orrore, dove la donna viene doppiamente svenduta: prima come sposa e madre a soli 17 anni, poi in pasto agli “ospiti” abusivi.
Per loro la donna vale zero, un oggetto da mercificare. Questa è la pseudo-cultura che la sinistra vuole portare anche in Comune Venezia. Per noi questi soggetti devono essere reimpacchettati e spediti da dove sono venuti.”