Non c’è stata solo la cacciata della Brigata Ebraica dal corteo del 25 aprile di Milano a segnare con la vergogna una giornata che sarebbe dovuta essere di festa. A Bologna scene gravissime si sono registrate anche quando un anziano professore di 81 anni è stato allontanato dalle celebrazioni solo perché aveva con sé una bandiera dell’Ucraina. Lui è Tino Ferrari, per decenni docente all’università di Bologna, con pregressi studi a Milano e parte dell’Aser (Associazione stampa Emilia-Romagna). Era lì con tre bandiere su un'unica asta: quella italiana, quella ucraina e quella europea. Ed è stato cacciato.
E non era nemmeno la prima volta che accadeva, come ha spiegato lui stesso, ricordando il 2022, quando “è accaduta una cosa simile ma leggera”, ha spiegato al Resto del Carlino. Ma quella volta, forse, ci fu un moto compassionevole chiesto che cosa ci stesse a fare quella bandiera. Questa volta la compassione non c’è stata e nonostante i capelli bianchi è stato comunque bloccato. “Mi ricordo il ‘68 e i movimenti studenteschi. Tornando a casa mi sono ricordato di quelle scene”, ha spiegato, sottolineando che sono stati soprattutto i più giovani a trattarlo male ieri a Bologna. “Sono rimasto un po’ impressionato e attonito. Ho avuto una sensazione brutta”, ha spiegato Si percepisce molta amarezza nelle sue parole, un dispiacere profondo che va a rievocare i ricordi di un passato che si pensava ormai affidato alla storia.
“Il cosiddetto servizio di sicurezza lo ha fermato mentre si stava avvicinando all'area, con rigoroso fazzolettone tricolore al collo, simbolo della Resistenza, e sventolando appese a un'unica asta le bandiere di Italia, Ue e Ucraina”, ha spiegato l’Aser (Associazione stampa Emilia-Romagna), di cui il professor Ferrari è parte, commentando l’accaduto. “Questa violenza compiuta ai danni di un uomo, giornalista, ex docente dell'Università di Bologna e componente dell'associazione Ucraina che aderiva alla manifestazione del 25 aprile, non può che lasciare sgomenti.
Esprimendo la totale vicinanza e piena solidarietà al collega, Aser si interroga sulla opportunità di affidare i cosiddetti servizi d'ordine a persone che dimostrano di avere bisogno di numerose lezioni di democrazia”, ha concluso l’associazione. Il professor Ferrari ha ricevuto la solidarietà anche dal sindaco Matteo Lepore.