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Modena, nel computer di El Koudri ricerche sugli attentati islamici in Europa

Le indagini sono ancora in corso per verificare se possa esserci un movente terroristico religioso dietro l’attentato di sabato 16 maggio

Modena, nel computer di El Koudri ricerche sugli attentati islamici in Europa
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Salim El Koudri si trova ormai da 10 giorni in carcere, accusato di strage e lesioni gravissime. Gli investigatori vogliono vederci più chiaro nella sua azione per capire se dietro ci sia qualcos’altro oltre al risentimento personale: per questo motivo sono stati sequestrati tutti i (numerosi) device elettronici del 31enne marocchino naturalizzato italiano all’età di 14 anni. Ed è proprio da questi che sono emerse informazioni che potrebbero essere importanti per l’indagine: dal computer è emerso che nell’ultimo periodo El Koudri si era interessato agli attentati islamici compiuti in Europa. Aveva scaricato contenuti e approfondito le tematiche legate a questo tipo di azioni muovendosi sul web tradizionale.

Stando a quanto emerge al momento, la parola “terrorismo” non viene pronunciata negli ambienti investigativi o, per lo meno, non ancora. Per adesso si parla di “autosuggestione”, come se El Koudri avesse cercato ispirazione per la sua azione. Non ci sono legami con organizzazioni terroristiche internazionali e non sembra essere parte di una rete ma i lupi solitari sono ormai un fenomeno noto nel nostro Paese e in Europa, quindi quello non può essere una discriminante per escludere nettamente l’ipotesi del terrorismo. Anzi, l’ipotesi che si sia trattato proprio di un attentato con questa matrice si fa strada tra gli esperti, perché le modalità con la quale si è svolta, la strategia utilizzata, sono perfettamente sovrapponibili con gli episodi di car jihad che si sono già registrati in Europa.

E non si tratta solo di suggestione, perché il fatto che El Koudri si sia messo in auto armato di coltello è un indizio importante, che lascia ipotizzare la costruzione di una eventuale fase due nella sua azione, che non si è compiuta solamente per l’intervento coraggioso di chi l’ha fermato. Gli elementi sembrano ora convergere verso un unico punto anche se ufficialmente non ci sono ancora abbastanza prove per dimostrarlo. In tanti continuano a sostenere la teoria dell’azione di una persona con problemi mentali ma questa ricostruzione è stata esclusa anche dal gip, per il quale l’attentato non è correlato con la salute mentale.

El Koudri dovrà spiegare quel materiale relativo agli attentati in Europa al prossimo interrogatorio, dovrà giustificare questo tipo di ricerche anche perché al momento non è stata contestata l’aggravante della premeditazione. È difficile sostenere l’ipotesi che sia un fatto scollegato dall’attentato e il dubbio che la sua non sia stata solamente “ispirazione” per la sua vendetta ma che dietro ci sia anche altro è sempre più forte.

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