Leggi il settimanale

“Non è un’aggressione”. Parla uno dei docenti di Parma accerchiati: cos'è successo

Uno dei professori del video ha rilasciato un’intervista sottolineando che né lui né il suo collega hanno subito danni e stigmatizzando chi ha ripreso quelle immagini

“Non è un’aggressione”. Parla uno dei docenti di Parma accerchiati: cos'è successo
00:00 00:00

Il video di Parma, con i due docenti che vengono accerchiati da un gruppo di giovani in reazione a un rimprovero fatto a uno di loro, studente del liceo in cui lavorano i docenti, ha rapidamente fatto il giro del web. E l’ha fatto per quella che tutti hanno percepito come violenza del gruppo contro due. Tuttavia, oggi i docenti riscrivono la storia, affermano di non essere mai stati colpiti dai colpi sferrati dal gruppo e che il fatto è stato strumentalizzato a livello politico. Hanno già dichiarato che non intendono sporgere alcuna denuncia per quanto accaduto e la scuola, pur riconoscendo la gravità, ha spiegato che sta valutando provvedimenti disciplinari educativi e non punitivi.

Uno dei professori, sentito da Rai News, ci tiene a precisare che “non è un’aggressione perché i protagonisti, due insegnanti e un gruppo di ragazzi, sapevano benissimo la causa di quei fatti”. Così il docente ha spiegato quel video che per tutta Italia, però, appare come un’aggressione: si vedono calci, si vedono cinture usate come fruste e gesti intimidatori. Il docente non la considera, invece, un’aggressione e non vuole personalizzare quanto accaduto, per questo motivo preferisce non mostrarsi nemmeno in volto. “Io e il mio collega non siamo stati massacrati, nessuno dei ragazzi è riuscito a toccarmi, e dico a toccarmi, come si vede nel video, e infatti io verso la fine ricompaio assolutamente intonso. Il mio collega ha bloccato a terra un ragazzo, lo ha tenuto a terra per tutto il tempo e benché si veda nel video un ragazzo usare una cintura, non un bastone, quando si è rialzato mi ha letteralmente detto che non si è nemmeno accorto di avere subito quelle che i video e i commentatori hanno definito frustate”.

Il docente ha poi spiegato di non volere sminuire quanto accaduto ma ci tiene a sottolineare che “chi ha usato quel video rilanciando dalla propria pagina Facebook con commenti di altre persone inneggianti Hitler e lanciafiamme ha commentato citando delle sciocchezze”. La posizione del docente è molto ferma e chiara, da parte sua quella non è un’aggressione e quanto accaduto non sarebbe dovuto diventare virale. Il ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, intervenendo su Rai Uno a “Storie Italiane”, ha definito quanto accaduto “indubbiamente grave” ma, ha aggiunto, “bisogna andare anche alle radici, capire perché: noi abbiamo iniziato con l'educare al rispetto, alle relazioni, all'empatia nelle nostre scuole e abbiamo avviato anche dei percorsi di aiuto psicologico per affrontare il disagio dei nostri giovani”.

Queste misure, ha aggiunto, “daranno i loro frutti sul medio, lungo periodo, certo non in poche settimane” ma “qualche effetto positivo hanno iniziato già a produrlo perché se confrontiamo i dati, nell'anno scolastico 2023-2024 le aggressioni al personale scolastico erano state 72, quest'anno sono state 51. Quindi c'è stato un netto calo”.

Commenti
Pubblica un commento
Non sono consentiti commenti che contengano termini violenti, discriminatori o che contravvengano alle elementari regole di netiquette. Qui le norme di comportamento per esteso.
Accedi
ilGiornale.it Logo Ricarica