"Ora basta". Dalla Chiesa sbotta in tv contro i soliti dietrologisti

Da settimane c'è chi tenta di insinuare il tarlo della trattativa nell'arresto di Matteo Messina Denaro: ira di Rita Dalla Chiesa che chiede rispetto

"Ora basta". Dalla Chiesa sbotta in tv contro i soliti dietrologisti

A due settimane dall'arresto di Matteo Messina Denaro proseguono le illazioni complottiste sulla cattura del boss, uno dei trenta ricercati più pericolosi d'Italia e d'Europa. È l'abitudine tutta italiana di cercare retroscena in ogni azione, di provare a trovare le "verità nascoste" anche in un'azione netta come quella compiuta dalle forze dell'ordine per la cattura di "Iddu". Anni di lavoro, mesi di indagine sacrificati alla vita familiare, per molti non sono un impegno reale, perché se lo Stato ha raggiunto un risultato così importante è solo perché Messina Denaro ha voluto lo raggiungesse. Una narrazione che, forse involontariamente, ma non troppo, accredita ulteriormente la mafia come potenza superiore allo Stato. E davanti a questa narrazione che continua senza sosta, Rita Dalla Chiesa ha deciso di dire basta.

Figlia del generale Carlo Alberto Dalla Chiesa, ucciso dalla mafia che combatteva sul territorio, e oggi deputata nelle fila di Forza Italia, l'ex conduttrice ospite di Zona Bianca si è sfogata per esprimere tutto il suo sdegno verso chi continua a sollevare dubbi sulla trasparenza dell'operazione. "Io sono infastidita da questi complottismi sulla cattura del boss dei boss", ha detto con stizza Rita Dalla Chiesa, che fin dal giorno in cui è stato arrestato ha gioito senza condizioni per l'ottimo risultato raggiunto dai carabinieri del Ros, gli uomini che furono di suo padre.

"Diciamolo chiaramente questo è un assassino. Dovremmo parlare delle forze dell'ordine, di chi ha messo a rischio la propria vita per poter catturare il capo dei capi", ha proseguito l'ex conduttrice, che proprio non ci sta a sminuire la grandezza dell'arresto di Messina Denaro e tutta l'operazione condotta per arrivare a questo risultato. "Si dimentica chi rischia la vita e chi l'ha sacrificata per la lotta contro la mafia, tutto ciò è inammissibile. Questo latitante per 28 anni si è nascosto bene e ha avuto anche una rete di protezione sul territorio. Solo grazie alle indagini è stato stanato. Quindi non voglio sentir parlare di complotti e di teorie di trattative sulla sua cattura", ha detto ancora, sottolineando come questa sia una vittoria dello Stato, senza se e senza ma.

A poche ore dall'arresto del boss, i carabinieri avevano sottolineato proprio l'importanza del metodo di indagine introdotto da Carlo Alberto Dalla Chiesa anche in questo contesto: "Il metodo Dalla Chiesa va avanti dal '74.

Non è cambiato e si fonda sulla conoscenza e studio dei contesti criminali, la ricostruzioni dei circuiti relazionali, della struttura e dei contenuti comunicativi, con le intercettazioni e le infiltrazioni personale sotto copertura". Queste le parole del colonnello Rubino Tomassetti, comandante del Reparto indagini tecniche del Ros.

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