Dodici anni di carcere per Massimo Adriatici, l'ex assessore leghista alla Sicurezza di Voghera, per l'omicidio volontario di Younes El Boussettaoui, il 39enne marocchino ucciso con un colpo di pistola in piazza Meardi, nella cittadina pavese la sera del 20 luglio 2021. Lo ha deciso il tribunale di Pavia, che ha disposto anche un risarcimento provvisionale di 380mila euro per i familiari della vittima: novantamila euro a testa andranno ai genitori di Younes, 50mila euro a testa sono stati riconosciuti ai due fratelli e alle due sorelle della vittima.
La vicenda
Quella sera di luglio a Voghera dalla pistola di Adriatici (di professione avvocato, con un passato da poliziotto) partì il colpo che uccise il nordafricano. Il pubblico ministero Fabio Napoleone, procuratore a Pavia, aveva chiesto la condanna a 11 anni e 4 mesi mentre i legali della difesa avevano chiesto l'assoluzione per legittima difesa, sostenendo che al momento dello sparo l'imputato fosse in uno stato di "incapacità naturale" in quanto, dopo aver ricevuto uno schiaffo durante una colluttazione con El Boussettaoui, sarebbe caduto in un blackout, non rendendosi conto di quanto stava succedendo.
Rito abbreviato
Il processo si è svolto con rito abbreviato, a porte chiuse, davanti al giudice Luigi Riganti. Il 6 novembre 2024 la giudice Valentina Nevoso aveva chiesto con un'ordinanza alla Procura di Pavia di modificare il capo di imputazione che nel primo processo era eccesso colposo di legittima difesa.
I familiari della vittima
"Siamo felicissimi - ha commentato uscendo dal palazzo di giustizia Bahija El Boussettaoui, una delle sorelle di Younes -. Non mi aspettavo una sentenza di condanna superiore alla richiesta del pubblico ministero. Ma non saremo davvero contenti sino a che non vedremo Adriatici entrare in carcere con le manette. Il risarcimento? È un aspetto che in questo momento non ci interessa. Noi chiediamo solo che venga fatta giustizia per mio fratello".
I legali di Younes
"Ora a Pavia si respira un'aria diversa, non possiamo far altro che ringraziare la nuova Procura e il Procuratore, Fabio Napoleone, e il dottor Civardi", dichiarano Debora Piazza e Marco Romagnoli, legali della famiglia di Younes El Boussettaou.
"In questo processo all'inizio siamo stati veramente soli - aggiungono i due difensori di parte civile - abbiamo detto fin da subito che era un caso di omicidio volontario e non di eccesso colposo di legittima difesa", come fu inizialmente qualificata l'ipotesi dagli ex pm pavesi. "Siamo finalmente soddisfatti - hanno concluso - con questa sentenza il giudice ha dimostrato che dobbiamo essere valutati tutti uguali davanti alla legge".