I punti chiave
La stretta sui controlli negli Istituti scolastici italiani con i metal detector è alle battute finali: lo ha detto il ministro dell'Interno, Matteo Piantedosi, nel corso della trasmissione "Cinque Minuti" condotta da Bruno Vespa su Rai Uno. Su richiesta dei dirigenti scolastici, i controlli saranno realtà e potranno essere effettuati anche a sorpresa. Si farà di tutto, insomma, per scongiurare l'ingesso di nuovi coltelli o addirittura machete come accaduto di recente.
Le parole di Piantedosi
"In queste ore, domani al massimo (mercoledì 28 gennaio, ndr), usciremo con una direttiva condivisa col ministro Valditara che manderemo ai dirigenti scolastici e ai prefetti, significherà che su richiesta dei dirigenti scolastici, quindi nel pieno rispetto dell'autonomia scolastica, insieme ai prefetti si potrà decidere di fare dei controlli nelle scuole, davanti e all'ingresso, in connessione al fenomeno crescente dell'utilizzo dei coltelli da parte dei ragazzi", ha spiegato Piantedosi. "Il controllo potrà essere fatto a sorpresa quando sarà richiesto dai dirigenti scolastici. Ovviamente resta fermo che se ci sono problemi di commissione di reati, quindi indagini giudiziarie, su disposizione dell'autorità giudiziaria potrà essere fatto in maniera anche diversa".
Le norme anti-coltello
Sulle norme anti-coltello contro la violenza giovanile contenute in un ddl, "noi confidiamo molto che la discussione parlamentare, e quindi la presentazione in Parlamento, possa far convergere anche l'opinione delle opposizioni", ha aggiunto il ministro. Di comune accordo con il ministro dell'Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, Piantedosi ha spiegato che è in fase di elaborazione una direttiva da condividere, "quindi a doppia firma da rivolgere ai prefetti ai dirigenti scolastici per venire incontro alle richieste che ci sono venute dal mondo della scuola di cercare di intercettare questa diffusione dei coltelli anche attraverso dei controlli di questo tipo".
In alcuni istituti scolastici la situazione è diventata via via più insostenibile ma adesso arriva il freno che serviva. "Abbiamo registrato che i dirigenti scolastici prima erano molto severi nel ritenere che l'ambito scolastico fosse preservato dai controlli di polizia - conclude Piantdosi - adesso li invocano in qualche modo perché hanno visto che la situazione in alcuni casi è diventata difficile".
L'auspicio di Valditara
Qualche ora prima, il ministro Valditara era tornato sull'argomento spiegando che la prima cosa utile sarebbe quella di "proporre metal detector mobili per controllare gli ingressi laddove la scuola sia preoccupata.
Il preside o la comunità scolastica" possono chiedere "al prefetto, che ne valuterà l'utilizzo. Hanno parlato di repressione e alcuni gli hanno dato retta - ha concluso - ma questa è sicurezza".