Cronaca locale

Bus si ferma nella stazione di servizio: così i migranti si danno alla fuga nelle campagne

Erano a bordo di un bus sull'autostrada Palermo-Catania, i pullman si sono fermati in una stazione di servizio e alcuni migranti hanno trovato la via della fuga

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Tutto è successo in pochi minuti, sotto gli occhi increduli degli autisti. Una ventina di migranti che erano su alcuni pullman per essere trasferiti da Trapani Milo si sono dati alla fuga quando il bus si è fermato nella stazione di rifornimento di Caracoli a Termini Imerese sull'autostrada Palermo-Catania. Cinque pullman erano partiti da Trapani con 70 migranti diretta a Catania, 114 destinati a Reggio Calabria e 50 per Vibo Valentia. Alcune persone avevano chiesto che il bus si fermasse per andare in bagno, decisione unanime che ha convinto gli autisti a fermarsi per una breve sosta alla stazione di rifornimento. Il programma prevedeva che da lì a poco due pullman avrebbero proseguito per Catania sull'A19 allo svincolo di Buonfornello, mentre gli altri tre pullman avrebbero imboccato l'A20 in direzione Messina per raggiungere la Calabria.

La fuga per le campagne

Una ventina di migranti appena scesi dal mezzo sono fuggiti cercando di fare perdere le tracce nelle campagne circostanti. Subito dopo dagli autisti è stato dato l'allarme. Sono iniziate le ricerche da parte della polizia e dei carabinieri, coinvolta anche la polizia stradale. Alcuni migranti sono stati trovati poco dopo, altri sono riusciti a fuggire e si stanno cercando in queste ore. Proprio per Ferragosto la Regione Siciliana e la prefettura di Trapani avevano organizzato il trasferimento di 234 migranti dal centro di Milo nel trapanese verso le altre località individuate dal Ministero. I pullman erano stati messi a disposizione dall'Ast, la società partecipata della Regione.

Estate caldissima

È un'estate caldissima quella che riguarda la situazione dei migranti. Sbarchi senza sosta, ogni giorno, tutti i giorni a tutte le ore. Quattro sbarchi con complessivi 155 sudanesi, somali, ivoriani, egiziani, nigeriani, e guineani, sono stati registrati durante la notte, a Lampedusa. A soccorrere le carrette, tutte salpate da Sfax in Tunisia, è stata la motovedetta Cp310 della Guardia costiera. Ieri sull'isola c'erano stati 14 approdi con un totale di 531 persone. Anche i nuovi arrivati sono stati portati all'hotspot di contrada Imbriacola dove, al momento, ci sono 2.278 ospiti. Su disposizione della Prefettura di Agrigento 600 nordafricani sono stati imbarcati sul traghetto di linea Galaxy verso Porto Empedocle. Ieri, cercando di alleggerire le presenze nell'area di pre-identificazione del porto Empedoclino, i trasferimenti da Lampedusa erano stati sospesi dal prefetto. Ma a Lampedusa è emergenza continua: sette i barchini, tutti partiti da Sfax in Tunisia, soccorsi dalle motovedette della Guardia costiera e Guardia di finanza e uno dalla Ong Nadir, uno invece quello che è riuscito ad arrivare direttamente sulla spiaggia dell'isola dei Conigli e 43 eritrei, etiopi e sudanesi sono stati intercettati e bloccati dai carabinieri lungo la strada di Ponente.

Sbarchi in Calabria

Non solo Sicilia ma anche la Calabria è interessata dal flusso migratorio, lungo la costa jonica della Locride. Dopo un'operazione di soccorso in mare compiuta nel corso della notte scorsa dai militari della Guardia Costiera, sono stati 59 i migranti di nazionalità curda, siriana e afghana sbarcati ieri a Roccella Jonica nel "Porto delle Grazie". Con l'arrivo di ieri è salito a 35 il numero degli sbarchi che finora si sono verificati dall'inizio dell'anno nel solo scalo marittimo reggino, per un totale di circa 4mila persone.

Il natante con a bordo i migranti, stando a quanto emerso dalle prime indagini effettuate dalle forze dell'ordine, sarebbe partito nella notte di venerdì scorso dalle coste della Turchia. Ogni persona per potersi imbarcare ha pagato agli scafisti in Turchia una cifra di denaro in contanti tra 7 e 9 mila euro.

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