Cronaca locale

"Lei diceva basta". Il racconto choc dello stupro a Palermo di uno degli indagati

La vittima è stata trovata in stato incosciente da una passante

Il cantiere dove è stata stuprata la giovane da un gruppo di sette ragazzi
Il cantiere dove è stata stuprata la giovane da un gruppo di sette ragazzi

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"Lei diceva basta". Il racconto choc dello stupro a Palermo di uno degli indagati

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Il racconto degli orrori, nell'atto di accusa contro i quattro "bravi ragazzi" del branco di Palermo, arrestati oggi per stupro di gruppo, può essere sintetizzato in poche parole, quelle dette dal diciannovenne Christian Maronia ai suoi compari: "...lei non voleva, faceva: 'No, basta!'". Affermazione che vale un'ammissione di colpevolezza: per integrare la violenza sessuale basta infatti che la vittima si opponga, cosa che vale anche nel caso in cui dovesse esserci un iniziale consenso. Nella vicenda palermitana, che ha portato a quattro arresti oggi e tre il 3 agosto, il consenso non c'era mai stato: la ragazza, fatta ubriacare e stordita a forza di spinelli, era stata portata in un luogo appartato e abusata. Ha chiesto aiuto, ma i passanti non avrebbero capito cosa stesse succedendo. "La violenza sessuale subita dalla giovane ragazza palermitana ha lasciato sgomenta la nostra comunità - dice il sindaco di Palermo Roberto Lagalla -. Un episodio da condannare con fermezza, auspicando il massimo della pena possibile per i colpevoli che difficilmente possono essere definiti esseri umani. Da parte mia e di tutta l’amministrazione la vicinanza alla vittima degli abusi e alla sua famiglia e la volontà del Comune di stare al loro fianco. Questa triste e ingiustificabile vicenda lascia comunque un importante insegnamento che risiede tutto nel coraggio della ragazza di denunciare il branco che l’ha aggredita e ringrazio il Comando provinciale dei carabinieri che ha condotto le indagini, fino ad arrivare agli arresti di oggi. Mi auguro che questo gesto possa aiutare le altre donne vittime di violenze a denunciare e che, in generale, questa società possa compiere passi in avanti, superando logiche di prepotenza e aggressività, in particolare quelle degli uomini nei confronti delle donne”.

In una società che deve mettersi alle spalle logiche di violenza inaccettabili, per affrancarsi definitivamente da modelli sociali ed educativi nei quali la prevaricazione maschile verso le donne è ritenuta normale, un concetto che ha voluto esprimere lo stesso presidente della Regione Renato Schifani. “Profondo dispiacere per la gravità inaudita dell’episodio e totale solidarietà alla giovane vittima: auspico che i colpevoli paghino senza sconti la loro bestialità di fronte alla giustizia”. Gli indagati sono accusati di violenza sessuale di gruppo subita da una giovane ragazza lo scorso 7 luglio in centro città, che si aggiungono ad altri tre presunti complici già arrestati su ordine della autorità giudiziaria lo scorso 3 agosto.

"Sono sgomento – sottolinea il governatore - per quanto sta emergendo dalle indagini degli inquirenti. Lo sono come presidente, ma ancora prima come padre, e mi stringo a questa ragazza e alla sua famiglia. La Regione farà tutto ciò che è nelle sue possibilità per essere al loro fianco. A partire dalla decisione di costituirsi parte civile nell'ambito del procedimento penale relativo allo stupro di gruppo di cui è rimasta vittima. Crediamo si tratti di un gesto ineludibile di fronte a casi di efferata violenza e di particolare impatto e rilevanza sociale nella vita della nostra comunità. Lo dobbiamo alla giovane vittima e a tutte le donne che subiscono violenza".

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