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Sgombero del presidio ambientalista contro costruzione del Museo dei Bambini a Bologna

Da giorni attivisti e residenti protestavano contro la realizzazione nell'area verde del Muba-Museo dei bambini, nell'ambito di un progetto del Comune di Bologna

Sgombero del presidio ambientalista contro costruzione del Museo dei Bambini a Bologna
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È in corso dalle 6.30 lo sgombero del presidio ambientalista nel parco Mitilini-Moneta-Stefanini, al rione Pilastro di Bologna, dove da giorni attivisti e residenti protestavano contro la realizzazione nell'area verde del Muba-Museo dei bambini, nell'ambito di un progetto del Comune di Bologna. Diversi mezzi della Polizia, con agenti in tenuta antisommossa, sono entrati nella zona del cantiere occupata dal comitato 'MuBastà per liberarla, allontanando i presenti. Secondo gli attivisti, almeno cinque persone sarebbero state portate in Questura dopo essere state allontanate di forza dal presidio, un manifestante risulterebbe ferito ed è stato soccorso dal 118 sul posto. Il parco era stato occupato nei giorni scorsi dopo il taglio di alcuni alberi e l'apertura del cantiere. Gli oppositori dell'opera denunciano la perdita di verde pubblico e parlano di ennesimo caso di cementificazione, mentre il Comune rivendica l'importanza del futuro museo e la riqualificazione dell'area.

Secondo gli attivisti del comitato 'MuBastà presenti al parco del Pilastro sono sei le persone portate in Questura davanti alla quale è in corso un presidio. A quanto appreso la persona ferita, soccorsa e medicata in Ospedale e poi tornata nel parco è Sergio Spina, tra le anime del comitato e ex capogruppo di Rifondazione Comunista alla Provincia di Bologna. Le forze dell'ordine stanno presidiando il cantiere, al cui interno proseguono i lavori per il ripristino. Gli attivisti continuano a rimanere nell'area perché, dicono, "il parco non si sposta".

"Le immagini dello sgombero del parco al Pilastro mostrano ancora una volta la vera faccia della Giunta Lepore. Nessuna partecipazione, se non di facciata, nessuna condivisone, solo progetti imposti dall’alto che i residenti stessi e la comunità scolastica non vogliono. Qualsiasi atto di violenza va sempre condannato, la Giunta dovrebbe però interrogarsi sul perché ancora una volta ci siamo trovati davanti a scene simili a quelle già viste al Parco Don Bosco. Lepore e i suoi sono convinti che sia giusto cementificare un parco per imporre un museo di dubbia utilità e procedono nel loro braccio di ferro con chi manifesta contro il museo “Futura”, convinti che sia giusto togliere parco ma “donare” un tetto erboso sopra un edificio alto tre piani. La narrazione degli innumerevoli “percorsi partecipativi” avviati da questa Giunta è oramai franata del tutto ed emerge ancora una volta come non ci sia alcuna partecipazione ma solo imposizione. Il sindaco e i suoi assessori dovrebbero fermarsi e valutare almeno per una volta le alternative che ci sono alla cementificazione di un parco, ad esempio l’utilizzo delle decine di immobilo vuoti e da riqualificare presenti in città.

Altrimenti non può fare la vittima delle violenze di alcuni cittadini quando il clima di tensione è creato e fomentato proprio dall’atteggiamento e dalle scelte della Giunta", dichiara il capogruppo in Consiglio comunale di Bologna di Fdi Francesca Scarano.

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