Game over. Almeno per il momento, si abbassa la saracinesca sulla storica libreria e casa editrice Hoepli, un pezzo di Milano, con fama estesa in tutto il mondo tanto da essere definita "una delle librerie più belle del globo", tra le quattro finaliste del concorso britannico Bookstore of the Year. Fondata nel 1870 e situata a pochi passi dal Duomo, la Hoepli rappresenta un punto di riferimento per studenti, professionisti e appassionati di libri tanto da essere stata "spogliata" tutti i libri in vetrina acquistati da un misterioso cliente lo scorso agosto per 10mila euro.
Lo stesso sindaco Beppe Sala due giorni fa si era speso a favore della libreria sotto i portici: "Sto seguendo con grande apprensione le notizie sul futuro della storica casa editrice e della libreria Hoepli, che considero un patrimonio storico culturale della nostra Milano".
Inutili gli appelli, gli scioperi dei dipendenti,l'ultimo ieri pomeriggio dalle 15 alle 16, e le mobilitazioni: l'assemblea dei soci ha deliberato ieri in serata "lo scioglimento volontario della Società e la sua messa in liquidazione all'esito di una sofferta e approfondita riflessione sulla situazione complessiva della Società". Per il gruppo, la liquidazione volontaria è stata l'"unica soluzione giuridicamente appropriata per evitare la dispersione del patrimonio aziendale e assicurarne, per quanto possibile, la migliore salvaguardia", dopo aver valutato i risultati di esercizio negativi uniti all'andamento previsionale del mercato editoriale e librario e a un conflitto tra soci "gravoso". La gestione della liquidazione è stata affidata all'avvocato Laura Limido "nel pieno rispetto dei diritti dei creditori, dei dipendenti, con l'obiettivo di preservare il valore del patrimonio aziendale e di garantire la massima tutela possibile delle parti coinvolte".
La crisi della libreria si consuma nel conflitto tutto famigliare tra i tre fratelli eredi di Ulrico Carlo Hoepli, che controllano i due terzi del capitale, e Giovanni Nava, uno dei due figli di Bianca Hoepli, che detiene il restante terzo, da sempre contrario alla liquidazione. Qualche settimana fa aveva annunciato di aver rinunciato all'offerta dei cugini da 10 milioni di euro per uscire dalla società. Nava racconta di "essersi opposto nel corso della riunione di ieri sera a questa deriva" e annuncia battaglia: "Continuerò in tutte le sedi e con ogni mezzo messo a disposizione dalla legge per cercare di salvaguardare l'attività della casa editrice e della libreria che sono un pezzo della storia d'Italia ancora oggi viva e produttiva grazie all'impegno dei 90 lavoratori e lavoratrici di Hoepli Spa".
Eppure l'alternativa, secondo Nava, c'era: affidare il rilancio della società ad un nuovo management capace di immaginare ed attuare un progetto.
A fianco a lui la Cgil: "La liquidazione non è solo una resa imprenditoriale, ma è una mossa che antepone la drastica e frettolosa soluzione di screzi familiari al futuro di un'azienda, di 90 dipendenti, di una storica libreria indipendente, presidio culturale della città di Milano". Da qui l'invito a tutta la cittadinanza a partecipare a un flash mob sabato alle 11 davanti alla libreria perchè "la storia di Milano non si liquida".