«Niente dibattito», Penati censura Agnoletto

«Quaranta giorni a inseguirlo. Tutta la campagna elettorale, ma Penati ha sempre rifiutato di incontrarmi. Di confrontare i nostri programmi, le nostre idee». Vittorio Agnoletto è candidato governatore con la Federazione della sinistra. Falce e martello che ricompaiono nel simbolo rosso e il sogno di «costruire un unico polo alla sinistra del Pd, non ideologico e che abbia come riferimento politico e culturale il no al liberismo e la scelta di far prevalere i diritti sul mercato». Condivisibile o meno, è un programma. Sono idee con le quali misurarsi e confrontarsi. Magari, come dicono di voler fare quelli della sinistra urlando alla censura della Rai, davanti alle telecamere. Peccato che, dove si potrebbe farlo, Penati si rifiuti. «Credo sia un po’ complicato per Penati - si lamenta Agnoletto - attaccare Berlusconi che rifiuta il confronto con Bersani e poi negarlo a chi sta alla sua sinistra. Se per noi il confronto è un valore, deve essere un valore il confronto con tutti». Lunghissimo l’elenco dei rifiuti di cui si lagna Agnoletto. Praticamente tutti i salotti tivù a disposizione in zona: Odeon tv, TeleLombardia, Tele Nova, Antenna 3. «Anche la Rai - racconta l’ex eurodeputato a Tele Nova davanti alle telecamere della Linea d’ombra di Adriana Santacroce - Eravamo tutti già pronti e “microfonati” in ben due confronti istutuzionali tra candidati. E Penati non si è nemmeno preso la briga di avvisare che non sarebbe arrivato. Un fatto gravissimo». L’altra sera a Sky l’ultimo gran rifiuto. No, con lui proprio no. Un diktat che ha costretto l’emittente a invitare Agnoletto in un’altra serata. Niente faccia a faccia. Niente sinistra contro sinistra. Il dibattito non s’ha da fare. E lo zar Penati ha ottenuto che non si facesse. Il motivo? «Ha paura - spiega Agnoletto - Perché il suo programma è soltanto una copia di quello di Formigoni. Una copia e pure sbiadita dell’originale. E questo gli elettori della sinistra in un confronto lo capirebbero subito». Pronti gli esempi a partire da quando «Penati, presidente della Provincia, propose di multare, sulla base del codice della strada, gli islamici che pregavano col tappetino sul marciapiede». Oppure l’Expo. Assolutamente contrario Agnoletto perché «saccheggio ambientale e porta d’ingresso per la ’ndrangheta negli appalti». Favorevole Penati, «perché anche loro hanno interessi da difendere e il Pd è coinvolto in vicende strane e scandali». Temi duri da affrontare. Magari davanti a un Agnoletto con le idee chiare. «Nella sanità ci vogliono più regole». E il pensiero va alla Puglia con il vice di Vendola arrestato. «Più controlli, il 10 per cento delle cartelle cliniche e un sistema di rimborsi non più basato sulle prestazioni, ma su indicatori del miglioramento della salute per gli abitanti di una certa zona».

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