No Diego, no party E Iaquinta non può bastare

C’è Iaquinta, ma non c’è Diego. Ci sarebbe la Juve, ma non lo dimostra. Mettete Giovinco nel motore, miscelate e vedete. Un pareggio che fa venir il malumore. Buongiorno Champions?. Mica tanto. Brutta la sera e la sua partita, uggiosa come l’acqua sullo stadio di Torino. Juve che farà tirare a tanti il freno a mano. Ha provato di tutto e di più, tranne che un gol in più. Squadra che, per un tempo, ha galleggiato fra grigiori e brutti umori. Poi il gol di Iaquinta, prepotente come l’autore: poteva essere lo squillo di tromba per svegliare gli (un po’troppi) addormentati. Non è stato così, anzi peggio.
I francesi hanno sbandierato la qualità di Gourcuff, ma alcuni altri erano meglio. Hanno sofferto, rischiato di segnare tre reti ma pure di prendere un secondo gol. Poi il piedino di Gourcuff ha indirizzato la palla per l’intervento (fuorigioco?)di Plasil e il pari. Marchisio ha pescato la traversa, il secondo tempo della Juve meritava di più, ma questo non è passo da Champions. Buffon ha tenuto in piedi la difesa, Melo non basta al centrocampo, Amauri non ci prende mai. Gioco troppo lineare, talvolta lento, pressing arrendevole. Serve un leader vero per dare impronta a tutta la squadra. La Juve ce l’ha(Diego), ma è tanto fragile. Là dove c’era Platini, non ci può stare un Giovinco.