«Noi denunciamo, poi nessuno sgombera»

L’era Veltroni ha visto fiorire a Roma dal 2001 al 2008 la grande stagione delle okkupazioni: locali dell’Ater, case comunali, scuole elementari, proprietà demaniali.
Decine di casi spinosi. Dall’ex Regina Elena al palazzo Inpdap a Corso d’Italia. Ma i vigili urbani, in tutto questo frangente, che facevano? «Noi abbiamo fatto decine di interventi», risponde il segretario regionale del sindacato Sulpm, Alessandro Marchetti, per molti anni in servizio al Nucleo informativo patrimonio della polizia municipale: «Per esempio in via Ostuni abbiamo effettuato il sopralluogo, fatto le identificazioni e denunciato tutti gli occupanti abusivi». E dopo? «Dopo non dipende da noi - continua - non abbiamo più competenze». Però gli occupanti di via Ostuni stanno ancora tutti lì. «Bisogna vedere a chi tocca intervenire - spiega Marchetti - In genere locali o negozi sono di pertinenza dell’Ater. Scuole elementari o alloggi riguardano al 90 per cento il Comune. Poi ci sono le scuole superiori, che riguardano la Provincia. Se lo stabile è comunale, invece, tocca al sindaco fare l’ordinanza di sgombero e chiedere al prefetto l’impiego delle forze dell’ordine. Io, però, non ricordo che sia mai stata fatta un’ordinanza del genere. Noi, d’altra parte, oltre la denuncia all’autorità giudiziaria, abbiamo sempre fatto le segnalazioni al dipartimento e all’assessore competente». Ad occupare non sono sempre nuclei familiari in difficoltà. «Ci sono anche parecchi giovani - continua il sindacalista - o uomini che lavorano. In altri casi ad occupare sono quelli dei centri sociali, professionisti del ramo. E spesso dietro c’è un giro di soldi».