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"Non c'è rispetto per i milanesi. Siamo sotto i riflettori di tutto il mondo"

Il segretario di Confcommercio Marco Barbieri: "Scontri inaccettabili, danno per tutti"

"Non c'è rispetto per i milanesi. Siamo sotto i riflettori di tutto il mondo"
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Marco Barbieri, segretario generale di Confcommercio. Sabato gli scontri al corteo contro le Olimpiadi invernali con lanci di pietre contro le forze dell'ordine, a neanche 24 ore dalle cerimonia di apertura vista da 2,5 miliardi di telespettatori. Cosa ne pensa?

"Intanto, fortunatamente non ci sono stati feriti o danni e ringrazio prefetto, questore, tutte le forze dell'ordine per l'impegno nel garantire la sicurezza e la continuità delle attività commerciali e produttive".

Però?

"Però è inaccettabile che il legittimo diritto a manifestare in modo pacifico, come hanno fatto migliaia di persone, degeneri in questo modo violento mettendo a rischio la sicurezza delle persone. È una mancanza di rispetto per Milano, per l'Italia, per tutti quelli che hanno accettato di fare dei sacrifici in questi giorni per offrire la vetrina più bella del nostro Paese e raccogliere i benefici nel medio e lungo periodo".

Sono scattati divieti stringenti e zone rosse per tutta la scorsa settimana, anche i commercianti non erano felicissimi di chiudere i dehors o i negozi per ore.

"Ma tutti si sono adeguati, hanno fatto un passo di lato. Hanno capito che le misure di sicurezza adottate dal Comitato per l'ordine e la sicurezza erano legittime e necessarie nel momento in cui la città ospita un evento internazionale di tale portata, con la presenza di cinquanta Capi di Stato e delegazioni. Hanno causato disagi in termini di logistica, viabilità, accessibilità a negozi e locali ma abbiamo chiesto pazienza".

Quali sono i benefici attesi?

"Abbiamo calcolato ricadute nel medio e lungo periodo per la città di almeno 320 milioni di euro, stimiamo l'arrivo di 500/600mila turisti in più rispetto al normale periodo, avremo un effetto sul turismo nei prossimi come nel post Expo 2015. Tutti, anche i cittadini hanno capito e si sono adeguati ai divieti, alla chiusura delle scuole. Milano è sotto i riflettori di tutto il mondo, la cerimonia inaugurale delle Olimpiadi ha dato prova di grande unità ed efficienza, tutelarne l'immagine significa difendere gli interessi di tutti, privati, istituzioni e imprese".

Un messaggio a chi ha cercato di rovinare la festa con scontri e violenze?

"Nessuno discute sul diritto legittimo di manifestare, ripeto. Ma vedere soggetti del genere trasformare il diritto di protesta in guerriglia urbana, lanciando pure sassi o petardi contro le forze dell'ordine che stanno cercando di garantire la sicurezza nostra e dei rappresentanti arrivati da tutto il mondo, quindi in un contesto già delicato, merita una riflessione. Quelle immagini, nella Milano olimpionica e internazionale, non sono rispettose nei confronti della città e dell'Italia. Milano magari arriva sempre in zona Cesarini ma poi fa cose fantastiche. I palazzetti sono pieni, alla cerimonia oltre il 50% delle persone erano straniere, tanti stranieri in giro. Se questa tendenza prosegue Milano avrà fatto bingo".

Cosa chiede, misure più stringenti o il suo è un appello? Ci sono altri blitz in vista.

"Mi limito a ribadire che manifestare in modo civile per far emergere un proprio diritto è legittimo, ma non deve ledere i diritti altrui. E non bisognerebbe costringere sempre il governo ad adottare meccanismi più stringenti".

Tanti stranieri ma da giorni si sono volatilizzati un po' i milanesi:

strade semivuote.

"Chi ha potuto è scappato per evitare i disagi, da domani (oggi, ndr.) torneranno tutti. Ma se vogliamo essere una grande capitale internazionale dobbiamo abituarci a convivere con questi eventi".

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