La notte che ha spento il calcio di Cassano

Qualcuno si sarà detto: sogno o son desto? Ma che Juve è mai questa? Gioca bene perfino Giovinco. Qualcosa non quadra. No, tutto vero. Almeno fino alla prossima partita. Monsieur Blanc bagna il primo giorno da presidente con i fuochi d’artificio di una squadra che ha vinto con i suoi Hulk (compreso Sissoko) e divertito con i fantasisti al potere. Il controsenso del football si è compiuto: ha perso il calcio di Cassano, ha vinto quello di Giovinco e Diego, quello di Amauri e Chiellini. Non ci sarebbe stato da scommettere neppure un euro. Non tanto sulle squadre, quanto sul tipo di calcio. Ma se qualcuno vuol capire cosa sia il pallone, e come tutti te la raccontino a modo loro, prenda esempio da Napoli-Milan e Juve-Sampdoria. Due squadre che hanno inizialmente giocato in modo assolutamente speculare (due centrocampisti-stopper, tre fantasisti, una punta), ovvero Napoli e Juve, dopo un tempo erano agganciate a due risultati altrettanto speculari: perdeva 2-0 il Napoli, vinceva 2-0 la Juve. Che dire? Non contano i moduli, ma giocatori e modo di affrontare la partita.
La Juve è stata imperiosa per quanto la Sampdoria si è squagliata: uscendone devastata. Cassano spettatore metteva rabbia e depressione. Fors’anche all’interessato. Il campionato ha recuperato le sue logiche. Juve unica alternativa all’Inter. Samp così bella e così fragile: bastano tre partite in una settimana per prosciugarla. Peccato, Pazzini e Cassano sono sempre un bel vedere, ma il calcio vincente ha bisogno di corazzieri pesanti. La Juve li ha rispolverati proprio nel momento del bisogno. Assodato quale fosse il problema di Amauri: deve giocare con la febbre, vale molto di più. I due gol di ieri riscattano le magre sue, che sono un problema e non un caso, e restituiscono perfino a Lippi la possibilità di scelta. Certo, vista la testata-gol di Amauri, eppoi quella di Pazzini, mezza Italia sceglierebbe il centravanti della Samp. Ma vallo a far capire al ct. Chissà che ghignetti gli saranno sfuggiti, vedendo la squadra del suo futuro metter Cassano alla porta in tutti i sensi.
Però la Juve, che ha frullato gioco e avversari lasciandosi cullare dai tocchi di Diego, i guizzi di Giovinco e la tenace determinazione di Camoranesi, è un bel rullare di tamburi per tutto il campionato. Il trio ha funzionato esattamente come aveva ciccato contro il Maccabi. Un bel rebus: a chi e a cosa credere? Per il momento vale un’idea, aggrappatevi al manto da Superman di Chiellini: sembra Hulk, ma in attacco o in difesa ha la forza di uno tsunami. Ci mette sempre l’imprinting. Sarà un caso, ma il gol che ha praticamente chiuso la partita è stato il suo.
E se il calcio di Cassano ieri sera ha preso una botta in testa, immaginatevi quello delle romane finite alla griglia. Sembrava bel calcio e invece... Gli avversari hanno fatto danni, i tifosi messo paura. Quelli della Lazio hanno contestato a modo loro, aspettando giocatori e dirigenti con lo slogan che vale un consiglio, ma non la soluzione. «Andate a lavorare!». Parola grossa nel calcio.
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