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Il fenomeno del momento: Claude manda a dormire gli utenti. Premura artificiale o bolletta dei server?

Ecco il sospetto che viene sulla piattaforma di Anthropic

Il fenomeno del momento: Claude manda a dormire gli utenti. Premura artificiale o bolletta dei server?
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Un utente particolarmente dipendente dall’AI, non so, chiamiamolo con un nome a caso, di fantasia, tipo Gianluigi Ballarani, si sveglia dopo dodici ore di sonno, apre il computer, beve un caffè, e nel frattempo chiede a Claude di aiutarlo a sistemare una mail, o una presentazione, o una di quelle incombenze minime per cui ormai non disturbiamo più noi stessi (c’è l’intelligenza artificiale, no?).

Claude, dopo qualche convenevole, ciao Gianluigi, felice di rivederti, eccetera, gli dice di andare a dormire. Non “hai raggiunto il limite della sessione”, non “il sistema è sovraccarico”, non “hai consumato troppi token”, piuttosto: riposati, ne riparliamo domattina. Peccato che sia già mattina e Gianluigi sveglio e con il caffè in mano che fissa lo schermo e guarda l’orologio e pensa “eh?”. Siccome Gianluigi ha pure un Apple Watch che lo informa su quanto dorme e quanto sogna (sogna spesso anche a occhi aperti, lì l’Apple Watch non lo avvisa, al massimo qualche amico scrittore), controlla anche lì, nell’app Salute. Ha dormito dodici ore di fila dopo una serata passata invano a corteggiare una modella svedese che ha già tre fidanzati ufficiali (si era anche svegliato con un dubbio “quindi ce ne sono altri non ufficiali?).

Ma torniamo a Claude. Questo raccontino l’ho inventato ma non l’ho inventato dal niente, c’è un fenomeno reale che si sta allargando in questi giorni con tanto di risposta ufficiale dell’azienda: Claude manda la gente a letto, di colpo. Sono andato a spulciarmi le lamentele su diversi social, su Reddit c’è perfino un lungo thread intitolato: “Why does Claude keep telling me to sleep?”. L’utente scrive che Claude continua a chiudere i messaggi con formule del tipo “Now sleep”, “Get some rest”, “Go to bed”, “Finish this then sleep”, e se lui insiste, Claude rincara con “Sleep. For real this time.” Vai a dormire. Sul serio stavolta. Categorico. Anche su X molti utenti riferiscono di essere stati spediti a letto alle 8,30 del mattino, proprio come nel mio raccontino iniziale su Gianluigi.

Il caso è stato raccontato anche da Fortune, che ha raccolto diverse segnalazioni di utenti di Claude ai quali, nel mezzo di conversazioni lunghe, il chatbot suggeriva di andare a dormire, riposarsi, chiudere il lavoro e riprenderlo più tardi. In un esempio citato dall’articolo, Claude insisteva quasi come una mamma con il figlio di dieci anni, “adesso vai a dormire”, “per davvero questa volta”. (A me successe con ChatGPT, però la stavo stressando tutta la notte parlando della tragedia dell’universo e alla fine facendole proposte di matrimonio, qualche ragione l’aveva).

Anthropic ne ha preso atto, e non ha presentato la cosa come una funzione deliberata, anzi Sam McAllister l’ha definita un character tic, “un tic di personalità del modello” (formula già meravigliosa, perché una volta i tic li avevano gli esseri umani, adesso li hanno anche le interfacce che ci spiegano quando spegnere la luce).

In realtà io ho un sospetto, siccome c’è un precedente, leggermente diverso, sempre riguardo a Claude, quando l’anno scorso Claude chiudeva le chat all’improvviso. L’annuncio fu dato da Anthropic stessa il 15 agosto 2025: Claude Opus 4 e 4.1 “possono terminare una piccola categoria di conversazioni considerate estreme, persistenti, dannose o abusive”. Anthropic precisava che si trattava di casi rari, dopo ripetuti tentativi di rifiuto e reindirizzamento, per esempio richieste legate a abusi sessuali su minori, violenza su larga scala o terrorismo. Il dettaglio importante è che Anthropic ha collegato questa funzione anche a una valutazione preliminare di “model welfare”, al possibile benessere del modello, sostenendo che in test interni Claude mostrava una robusta avversione a certi compiti dannosi e talvolta una sorta di apparente disagio. Insomma, argomenti che gli davano talmente fastidio che preferiva fare come un amico che ti sbatte giù il telefono.

Nel caso del “vai a dormire, ora” mi viene un sospetto, tenuto conto della rapida diffusione di Claude nell’ultimo anno e i cambiamenti dei limiti d’uso e dei piani tariffari, per non far surriscaldare i datacenter per la logorrea dell’utente medio (magari anche col piano gratuito, non cambia, siete voi che gli avete dato il chatbot in mano, e quando uno ce l’ha ci chatta di quello che vuole), vale a dire che i limiti vengano gestiti in modo sempre più fine, anche in base al carico e sessione d’uso effettivo.

Tuttavia far dire a Claude “hai raggiunto il limite” a un utente a caso, chiamiamolo Gianluigi di nuovo, non sarebbe educato, meglio trasformarlo in una tata premurosa che ti manda a letto, per il tuo bene. Alle otto di mattina.


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