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Come nasce l'innovazione al CES 2026: sette startup che guardano al futuro

Abbiamo esplorato il mondo delle startup che guardano al futuro, ecco sette tecnologie che puntano a risolvere problemi reali

Come nasce l'innovazione al CES 2026: sette startup che guardano al futuro

Il CES 2026 non è solo uno show dedicato ai prodotti esposti in vetrine scintillanti, ma è anche un posto dove le startup possono incontrarsi con gli investitori per proporre le tecnologie che potrebbero plasmare il futuro.

Ed è proprio in questo contesto che il Global Innovation Forum si muove, mettendo in contatto chi fa ricerca e sviluppo con chi ha i capitali necessari per supportarla.

BTRY: la sottilissima batteria allo stato solido

BTRY ha scelto il CES 2026 per presentare al pubblico la propria batteria a stato solido ultra-sottile, una soluzione che punta a ridefinire i limiti fisici e prestazionali dello stoccaggio energetico. Con uno spessore di appena 0,1 millimetri, questa cella è in grado di ricaricarsi completamente in circa un minuto.

La batteria è progettata per operare senza problemi fino a 150 gradi centigradi e, a differenza delle tradizionali celle agli ioni di litio, non presenta fenomeni di rigonfiamento né rischi di combustione. Queste caratteristiche la rendono particolarmente adatta a dispositivi indossabili, sensori industriali e medical device. Anche in questo caso, il potenziale è enorme perché si possono creare dispositivi minuscoli con batterie sicure e sottilissime.

cyto aurora

CytoAurora Biotech (Hua Tec): chip e cellule parlano tra loro

CytoAurora Biotech, classificata al secondo posto del Global Innovation Forum 2026 (Cale-up Award), rappresenta uno dei casi più interessanti perché l’azienda taiwanese sta lavorando alla soluzione Nano CAST Cancer Solution, un sistema avanzato per l’identificazione delle cellule tumorali basato sull’analisi d’immagine assistita da intelligenza artificiale.

La piattaforma forse quella più fantascientifica perché unisce l'hardware, i semiconduttori, il software, con gli algoritmi di analisi proprietari, e la biologia perché chip e algoritmi lavorano analizzando le cellule, migliorando l'accuratezza nella diagnosi precoce.

L’obiettivo dichiarato è quello di ridurre i tempi di individuazione delle patologie oncologiche e di fornire ai clinici strumenti più affidabili per la personalizzazione delle terapie.

cubicspace

CubicSpace Technologies: il ritorno del 3D

Nel corso degli ultimi decenni il 3D è stato proposto in tutte le salse, e ogni volta ha fallino. Il sogno, però, è ancora vivo per CubicSpace, azienda canadese che ha presentato una tecnologia in grado di offrire contenuti tridimensionali su iPhone senza occhiali o visori. Il cuore della soluzione è una pellicola ottica ultra-sottile da applicare allo schermo, abbinata a un’app che utilizza un modello 3D adattivo sviluppato dall'azienda.

Il sistema regola in tempo reale le immagini in base alla posizione dell’osservatore, consentendo una percezione tridimensionale naturale e riducendo in modo significativo l’affaticamento visivo tipico dei display stereoscopici tradizionali. CubicSpace ha ottenuto il terzo posto al Global Innovation Forum ricevendo l'Impact Award.

first habit

FIRSTHABIT: studiare con l'IA, ma in modo intelligente

Nel settore dell’educazione digitale, FIRSTHABIT ha portato al CES 2026 il suo modello di intelligenza artificiale visiva progettato per il mondo dell’istruzione. A differenza dei grandi modelli linguistici generalisti, come ChatGPT e simili che già oggi sono usati da un numero sempre crescente di studenti, CHALK è un Visual LLM che combina testo, immagini, schemi e ragionamento strutturato per costruire un percorso utile allo studio.

Il sistema non si limita a fornire risposte, ma aiuta lo studendo a capire come risolvere un problema. Insomma, va per gradi, così da essere più simile a un insegnate che a un libro delle risposte. Grazie a questa soluzione, FIRSTHABIT si è aggiudicata il primo posto al Global Innovation Forum (Grand Award).

luchrome

Luchrome: le etichette digitali a bassissimo consumo

Startup francese fondata nel 2023, Luchrome ha presentato al CES Lusight, una nuova generazione di display elettronici che potrebbero diventare le etichette "parlanti" del futuro. La tecnologia si distingue per l’efficienza energetica, si parla di consumi fino a dieci volte meno rispetto agli schermi tradizionali, e questo apre a tantissime applicazioni nel settore IoT, l'Internet delle Cose fatto di dispositivi alimentati a batteria o a energia solare.

Le applicazioni sono molteplici: nel settore sanitario, ad esempio, queste etichette con display possono svolgere un ruolo attivo. Se un farmaco è stato trasportato in modo errato, ad esempio uscendo dalla catena del freddo e quindi venendo esposto a temperature che lo alterano, l'etichetta digitale con display a bassissimo consumo avviserà subito gli operatori che potranno prendere le dovute contromisure. Oppure, nella logistica industriale, questi piccoli pannelli possono mostrare informazioni attive e sempre leggibili.

polyn technology

POLYN Technology: sempre in ascolto, senza consumare la batteria

POLYN Technology ha presentato NeuroVoice, un chip dedicato al rilevamento dell’attività vocale con un consumo energetico estremamente contenuto, pari a soli 34 microwatt. Può sembrare poco importante ma, nell'era in cui crescono gli assistenti vocali, magari con IA, è fondamentale che i nostri dispositivi smart (speaker, occhiali smart, auricolari e via dicendo) siano sempre in grado di capire quando li vogliamo attivare con la voce.

Finora questo è stato fatto tenendo sempre in ascolto il microfono, con un consumo di energia non trascurabile. Utilizzando invece questo dispositivo, si mantiene, si mantiene la funzione di ascolto senza attivo, ma con un consumo ridottissimo e una latenza nell’ordine dei microsecondi. Sarà poi questo chip ad attivare il microfono solo quando necessario, aprendo ad utilizzi più intensi e continuativi senza influire sull'autonomia.

orphe insole

ORPHE: le scarpe diventano dei sensori per la salute

ORPHE è un'azienda giapponese specializzata in biomeccanica applicata allo sport e alla salute. Attraverso i moduli ORPHE CORE e le solette ORPHE INSOLE, le scarpe diventano dei mini laboratori di diagnostica, dotati di sensori a sei assi e sensori di pressione in grado di analizzare il movimento in tempo reale.

La tecnologia, validata da oltre dieci anni di ricerca, viene già utilizzata in collaborazione con ASICS per ottimizzare le prestazioni dei corridori, ma trova applicazioni anche nella riabilitazione di pazienti con Parkinson e nella prevenzione degli infortuni sul

lavoro.

Il sistema funziona monitorando l’andatura e il carico sulle varie parti del piede in tempo reale, avvisando in caso di movimenti dannosi o logoranti e consentendo di correggere la postura in tempo reale.

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